domenica, dicembre 15, 2013

Io, la Costa Concordia e quel mio amore per le crociere

Carla Cipriani, parla del suo amore per le crociere e racconta la sua vacanza sulla Costa Concordia a pochi mesi dall'affondamento


"Eravamo nella camera numero 1075. Avevamo pensato di prenotare una stanza senza balcone perché tanto quando vai in crociera stai sempre fuori e alcuni accessori sono superflui".

Comincia così il racconto di Carla Cipriani. La signora, ex gestrice di un bar a Cagli, ora in pensione, vive vicino Caicivitella frazione del comune di Pietralunga e pochi mesi prima della collisione della Costa Concordia era andata in crociera con il marito Luigi su quella nave affondata lo scorso 13 gennaio 2012 vicino all'Isola del Giglio in seguito a un "inchino" mal riuscito. La nave si incagliò e purtroppo l'ordine di evacuazione venne dato troppo tardi. Perirono trentadue persone.

 "Non posso pensare che quella nave così bella e sontuosa non ci sia più" sospira Carla.

Carla, ha conosciuto il comandante Schettino?
 "Sì in incontri formali. Essendo una cliente Costa, la compagnia ha un occhio di riguardo per chi è già un cliente affezionato. Abbiamo incontrato il comandante Schettino per un cocktail organizzato per i clienti già crocieristi".

Che impressione le ha fatto a pelle?


"Le dirò: non era granché affabile. Un pò brusco. Quando siamo andati in crociera con la Mediterranea, altra nave Costa, durante la cena di gala il comandante era presente. Schettino invece non si era fatto vedere".

 Le due navi, così diverse.

 "Il cibo della Concordia non era malvagio ma non c'era paragone con quello della Mediterranea".

Mi scusi se glielo chiedo: in quale crociera ha speso più soldi?

"Con la Mediterranea. Sa: la Concordia forniva un pacchetto molto vantaggioso".

Forse il prezzo diceva tutto Carla.

"Già. La Mediterranea era più piccola e a misura d'uomo. Avrà contenuto 3000 anime. La Concordia 4000 e più di cui 900 solo membri dell'equipaggio".

Il personale non era italiano?


"No. In particolare quello che lavora al disbrigo della pulizia delle camere. Coreani, come gran parte dei camerieri. Affabili però".

Carla, tornerebbe in crociera?


"Sì. E con la Costa".

Davvero?

"Ma certo! Le altre compagnie non forniscono lo stesso standard qualitatativo. Noi siamo stati proprio bene. Hanno delle attenzioni uniche e preziose verso i clienti. Ti fanno sentire un milionario adottando attenzioni tutte speciali e uniche, quando magari invece hai sudato le sette camicie per andare in crociera, risparmiando ogni centesimo."

Il ristorante Milano.


"Era quello dove andavamo sempre a mangiare. Era il nostro ristorante. Pranzavamo e cenavamo lì. Aveva due entrate: una superiore,  una inferiore e vari turni per mangiare a pranzo e a cena che sceglievamo a nostra discrezione. Era immenso".

 Carla ricorda anche "Che il giorno successivo alla nostra partenza abbiamo svolto l'esercitazione in caso di affondamento. La Concordia era così grande che non avevi percezione di alcun suo movimento".

 A quando il suo prossimo viaggio? "Stiamo valutando. La Costa ci sta corteggiando con offerte sopra offerte. Ci scrive un giorno sì un giorno no. Prima o poi cederemo". È successo. Di nuovo. Un amore non affonda per una nave andata persa.

Anna Maria Polidori

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