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lunedì, dicembre 09, 2013

Il Gubbio Project fiorisce a San Bonifacio sotto l'ala protettrice di San Francisco


         La solidarietà che aiuta il nostro prossimo dimenticato da tutti 


Parla con noi 

Laura Slattery


 coordinatrice di una stupenda iniziativa, il Gubbio Project che ha preso piede nella chiesa di San Bonifacio a San Francisco, California

Ci troviamo a


nel quartiere di Tenderloin.



 Un luogo non propriamente tra i più ricchi della città. Una città particolare questa perché porta il nome del nostro santo. In una chiesa, quella di San Bonifacio, con quattro comunità -convivono assieme vietnamiti, filippini, latini e inglesi-ormai da diverso tempo i senza-tetto vengono accolti con tutti i crismi, lasciati riposare, ristorare, dormire e rinfrescare all'interno del santuario. Un progetto avviato diversi anni fa, nell'inverno 2004 e battezzato Gubbio Project nell'aprile 2005.

Il progetto partì alla chetichella e vide come iniziatore e protagonista indiscusso un frate attivista agguerrito, fratello Louie. Il Gubbio Project  che con il tempo è stato in grado di migliorare se non di cambiare la vita di tanti poveri senza-tetto è unico nel suo genere e chissà forse perfino ineguagliabile per il potente messaggio che porta con sé, per la vicinanza che sentiamo per forza di cose con la nostra terra, con la città di Francesco e il Lupo e con Assisi patria del santo protettore d'Italia.

Un progetto il "Gubbio" come lo chiama Laura Slattery attuale coordinatrice, che iniziò piano piano con pochi senza-tetto ammessi a dormire nelle panche della chiesa da fratello Louie. Alcuni parrocchiani nell'immediato  protestarono a causa di questa iniziativa piovuta dal cielo ma pareva, bisognosa di qualche controllo in più.

Frate Louie non si perse d'animo. Si munì di personale in grado di accogliere in maniera dignitosa tanto i "dormienti" che i "preganti".

Addirittura la precedente direttrice del Gubbio Project si sposò nella chiesa di San Bonifacio invitando tutti i senza-tetto che frequentavano la parrocchia. Michelle Roder descrisse così anni fa il suo matrimonio: " Frate Louie ama raccontare il Regno di Dio come un “grande banchetto nuziale” dove ognuno è benvenuto e partecipa  alle festività. Che immagine potente, questa! abbiamo pensato io e il mio ragazzo. Così abbiamo  indirizzato il nostro matrimonio verso questa direzione creando una miscellanea di comunità dal mio paese d'origine a quello di mio marito, sino a includere la gente di strada che affolla ogni giorno la San Bonifacio. Tutti dovrebbe essere così fortunati e avere una folla come quella che abbiamo avuto noi, diversa e divertente, al matrimonio".


Il tempo è trascorso da allora. Il Gubbio Project per un certo tempo si era arrestato causa mancanza fondi. Adesso non solo ha ripreso vigore ma è di esempio per tante altre realtà come spiega Laura Slattery.
Un valore aggiunto che tenta di sconfiggere l'emarginazione e abbattere muri. Un progetto che vuole avvicinare i poveri e gli ultimi diventati tali spesse volte per drammatiche situazioni, alla comunità di fedeli più fortunati.

Abbiamo parlato a lungo con Laura Slattery. Impegnata, volenterosa e carica di entusiasmo, sempre con nuove iniziative atte a raccogliere fondi che andranno a beneficio dei senza-tetto che sempre più numerosi transitano e sostano nella chiesa di San Bonifacio.

Abbiamo saputo che negli ultimi tempi il Gubbio Project aveva subìto un rallentamento. Come sta andando adesso?

Vero. Frate Louie non è più il pastore della chiesa di San Bonifacio dal 2006 sebbene non abbia rinunciato all'attivismo che tanto gli è caro.

Il pastore che adesso guida la chiesa è Tommy King e è una personalità incredibilmente positiva per il nostro progetto.  Infatti, guardi, ogni giorno circa novanta persone dormono nelle nostre panche e altri 75 arrivano in chiesa per cercare un pò di riposo dalle loro afflizioni quotidiane.

Mettiamo a loro disposizione servizi come bagno, coperte, calzini, taglio di capelli che effettuiamo ogni mercoledì, i massaggi ogni venerdì e le analisi del sangue nelle quali è incluso anche il test HIV. In questo caso, però una volta al mese. Abbiamo un cappellano due volte la settimana.

L'idea di passare anche la colazione è molto bella e sentita. Quando avete incominciato e che tipo di colazione offrite? Costa molto?

Abbiamo iniziato a condividere la colazione all'inizio del 2010. Tutto cominciò per accrescere la visibilità e il supporto tra gli altri membri della nostra chiesa. L'idea in origine era questa: invitare un ampio numero di parrocchiani.

Avrebbero portato cibo da condividere con 25 nostri ospiti. Si sarebbero seduti con loro, avrebbero condiviso un pasto insieme, avrebbero chiacchierato con loro e poi avrebbero ricevuto un orientamento sul Gubbio Project che stavamo portando avanti con tanto amore.

Una volta concluso l'incontro hanno detto tutti quanti di aver trascorso una potente esperienza spirituale. Così abbiamo deciso di ripetere la colazione ogni mese.

Adesso abbiamo cinque gruppi regolari che arrivano ogni venerdì, una volta al mese. Durante l'estate offriamo più colazioni perché la scuola con cui condividiamo la mensa è chiusa e così non impicciamo come può succedere in inverno quando gli studenti arrivano presto per la colazione.

Il gruppo che porta il cibo comprerà tutto, incluso caffè, tazze e utensili. Questa è la donazione che viene fatta al Gubbio Project e è stimata più o meno sui 100-200 dollari per colazione, che in un anno diventano 8.000 dollari.

Noi ci impegnano a fornire gli spazi, lo staff e qualunque altra cosa necessaria. Se includiamo il tempo che lo staff dona e il mantenimento della strutura, le tasse e le offerte l'operazione arriva a sfiorare i 10.0000 dollari annui.


Avete dei bagni e fornite anche sapone, lozioni, shampo, balsamo e altri accessori per la toletta affinché gli ospiti  possano risistemarsi dignitosamente prima di lasciare la chiesa. 

Sì, ne abbiamo due. Un bagno per gli uomini dotato di due postazioni: una con un water e una con un urinatoio. Le donne hanno un bagno con due gabinetti dotati di water.


I parrocchiani della San Bonifacio stanno accettando la situazione e questi ospiti? Vanno fieri del progetto?


La maggior parte dei nostri parrocchiani sono persone che comprendono e supportano il progetto.

Abbiamo di recente iniziato a avere parrocchiani che fanno volontariato per il Gubbio Project. Quello che viene apprezzato di più dai parrocchiani è l'aver istituito da parte nostra quelli che noi chiamamo i "monitors dell'ospitalità".

Questo rende sicuri i parrocchiani che la chiesa resterà pulita e i senza-tetto rispettosi quando sono in chiesa.

Queste cose fanno la differenza e raccontano da sé come il progetto è stato ben recepito.
 

Immaginiamo che questo indirivieni abbia un costo  elevato. Chi vi supporta quotidianamente? 

Abbiamo 22 volontari settimanali che svolgono ciascuno 50 ore di volontariato.

Raggiungiamo i 60 volontari al mese.

Abbiamo 50 persone inoltre che hanno fatto volontariato per noi durante lo scorso anno.

Molti dei nostri volontari fanno parte del "team della colazione".

Portano qualcosa da condividere con i meno fortunati ogni mese. Qualcuno di loro porta calzini o accessori per la toletta dei nostri ospiti.

Un nostro volontario invece vende e compra coperte e sacchi a pelo per gli ospiti.

Un'altra volontaria fa parte di un circolo di signore dedite al cucito e al lavoro a maglia.

Sono capaci di creare, sferruzzando alacremente ogni anno qualcosa come trecento sciarpe e berretti.

Un altro volontario invece premunisce di nuovo intimo, t-shirts, e calzetti i nostri ospiti ogni Natale.

La lista andrebbe avanti per ore su quello che ogni individuo e gruppo fa per gli altri.

Molte chiese ci appoggiano.

A Quaresima otto diverse chiese ci hanno fatto avere materiale da toletta, calzetti e coperte per i nostri senza-tetto. A parte le chiese con cui siamo partners in questo progetto, siamo aiutati da associazioni e organizzazioni no-profit come la St. Anthony Foundation che ci rifornisce dell'ulteriore sicurezza che ci potrebbe occorrere.

La Glide Foundation invece provvede a fare il test HIV una volta al mese, gratuitamente.

La Demarillac Academic ci approvviggiona con 20-25 pasti al giorno, frutta inclusa, per gli ospiti.
Il Care Through Touch Institute invia personale per fornire massaggi ai senza-tetto.


Dove trovate i soldi per le varie attività?


Siamo molto fortunati. Riceviamo fondi da diverse fonti assai diversificate.
Le suore cattoliche sono state i nostri supporters numero uno seguite da fondazioni, parrocchiani e gente comune che hanno sentito di quanto stiamo facendo per i più poveri.

Abbiamo creato una serie di eventi per raccogliere e accrescere fondi.

Un evento ha perfino coinvolto l'attore e attivista Martin Sheen che ha condiviso con noi una storia di giustizia sociale e religiosa.

Un'altra volta abbiamo messo in piedi un evento con un lavoro teatrale originale chiamato Hunters Point e scritto da uno sceneggiatore.

Abbiamo chiamato attori professionisti. Sono state fatte otto rappresentazioni nel teatro accanto alla chiesa di San Bonifacio. Tutto il ricavato è andato al Gubbio Project.

Francesco
è stato eletto da poco ma già sta dando segnali importanti all'umanità. Che ne pensa?

Non so se posso parlare per noi del San Bonifacio. C'è grande eccitamento e fermento nello staff e nei volontari perché stiamo incoraggiando altre chiese a seguire il nostro buon esempio. Pensiamo che il messaggio del Papa possa aiutare gli altri a sperimentare cosa voglia dire il "sacro dormire" pure nelle loro parrocchie.


Avete pensato di far sapere a Francesco del vostro progetto? Di invitarlo a San Francisco?

Siamo piccoli e molto distanti da Roma e ci sono molti progetti in tantissime altre chiese nel mondo. Se venisse qui da noi al Gubbio Project o sapesse che cosa stiamo facendo ci auguriamo possa in qualche modo aiutare altri senza-tetto o le altre chiese per far in modo che queste possano abbracciare la gente che vive nelle strade come fossero propri fratelli e sorelle. Pensiamo sarebbe davvero una cosa positiva per lui conoscere il nostro progetto.


 
Il messaggio di San Francesco è di povertà...

Anche se siamo un'organizzazione no-profit percorriamo con fiducia i valori di inclusività e socialità, semplicità e compassione di Francesco d'Assisi.

Molti hanno commentato che questo nostro progetto, il Gubbio poteva fiorire solo sotto nel nome di San Francesco. D'altronde è nato nella "Città di Francesco", San Francisco. Potrebbe essere per quello che è cominciato qui, ma noi speriamo che altri seguano presto il nostro esempio.


I vostri senza-tetto sono curiosi di conoscere le origini del nome che avete messo al progetto?


La maggior parte dei nostri ospiti menziona solo "La Chiesa" non chiamandola San Bonifacio oppure Gubbio. La storia del lupo di Gubbio e l'idea che Francesco avesse negoziato la pace basandosi su valori di bisogni umani e rispetto da parte del lupo e della popolazione è di grande ispirazione per tutti noi. L'immagine del lupo è in tutto il nostro materiale, nel sito internet. Ovunque.


C'è una storia particolare di un senza-tetto che vorrebbe raccontarci?

Jack è un veterano della guerra del Vietnam. Non so esattamente dove dorma. È evasivo quando glielo chiedo ma dorme nelle strade. Viene da noi ogni giorno. Sempre ubriaco. Dorme oppure riposa. Usa la nostra stanza per riposare e alcune provviste di cui ha bisogno. Fa resistenza a restare all'interno della struttura. Un giorno ha fatto una grande scenata urlandoci addosso che non si sarebbe mai rivolto a un ricovero per dormire. Gli avevo timidamente suggerito di rimanere da noi perché stava piovendo molto quella notte. Apriti cielo!

 Ogni tanto, regolare come un orologio gli arriva la polmonite.

Ha trascorso diverso tempo all'ospedale i due inverni scorsi. Gli mancano due o tre dita della mano sinistra. Ci ha detto che pare stia morendo di cancro. Penso che questa notizia possa corrispondere a verità, visto che c'era una sostanza altamente tossica usata nella guerra del Vietnamn e chiamata shrapnel che lui ha largamente assorbito. 

La Veterans Administration gli aveva offerto asilo ma lui gli ha sbattuto di nuovo la porta in faccia con un: "No, tante grazie!" La motivazione? Non vuole perdere la sua libertà e finire in qualche posto dove non conosce nessuno.


Mi parla di questa chiesa Luterana, la St. Paul di Toledo, Ohio che ha deciso di seguire i vostri passi?

E' stato fantastico! Hanno letto la notizia del Gubbio Project sull'Huffington Post e hanno deciso di seguire le nostre orme. Mi sono emozionata tanto. Questa chiesa stava già lavorando con i senza-tetto due giorni alla settimana, servendo duecendo persone a colazione e trovando un luogo per gli ospiti nella hall. Il cambiamento per loro è stato aprire la chiesa e consentire alle persone di sdraiarsi e dormire sulle panchine qualora ne sentano la necessità.

Siete in contatto con questi pastori dell'Ohio?

Sì certo. Con uno dei due. Sono un team composto da marito e moglie!


Quali le differenze?

Diverse. San Bonifacio celebra due messe ogni giorno mentre il Gubbio Project è aperto.

St. Paul (la chiesa di Toledo, in Ohio) non offre questo tipo di servizio religioso. Il nostro Gubbio Project è aperto dal lunedì al venerdì dalle 6 del mattino sino a notte fonda.

St. Paul è disponibile il martedì e il giovedì per due ore.

Il pastore ci ha chiesto che cosa fosse utile sapere.

Le ho suggerito di tenere a mente delle linee-guida precise, di pagare lo staff che li affiancherà, dotare lo staff di conoscenza e pertinenza attraverso un ottimo training e pensando a dei problemi che potrebbero presentarsi e crescere tra la comunità quali ad esempio l'uso di droghe e i comportamenti eccessivi e violenti.


Quanti poveri ci sono a San Francisco?

I senza-tetto sono stimati nell'ordine di 6.500 secondo l'ultimo dato fornitoci dall'Homeless Count lo scorso gennaio. La dining room (sala da pranzo) che si trova dall'altra parte della strada serve qualcosa come 2500 pasti ogni pranzo. Abbiamo circa 175 persone che vengono in chiesa ogni giorno. I venerdì serviamo a ben 40 senza-tetto e dieci volontari la colazione e  20-25 pasti ogni giorno.

I senza-tetto hanno gratitudine per quello che fate per loro?

Non facciamo questo lavoro per essere ringraziati, anche se siamo grati di essere in grado d'aiutare e svolgere il servizio con amore.

Aggiungo che veniamo ringraziati regolarmente.

Alcuni degli ospiti è tornato, ci ha ringraziato.

Alcune persone ci hanno fatto delle donazioni per far sì che il progetto potesse continuare.

Una delle cose che mi fa pensare alla parola gratitudine sa che cos'è? È il modo in cui i senza-tetto ricordano a ciascun nuovo membro le linee guida così da incoraggiare tutti a seguirle. Il posto così facendo rimane sicuro e bellissimo.

Ci sono ospiti che svolgono lavoro di volontariato e aiutano a pulire una volta che abbiamo chiuso.

Alcuni dei vostri ospiti sono abituali immagino....

Ci sono degli ospiti che arrivano ogni giorno regolarmente da quando il Progetto ha riaperto i battenti tre anni fa. Più spesso le persone usano la chiesa per alcuni mesi o un anno. One Hospitality Monitor ha stimato che ogni settimana c'è turnover, ricambio.


Qualcuno degli ospiti chiede di tornare a vivere? Non so: con un lavoro stabile.

Se le persone cercano lavoro le indirizziamo verso luoghi che li aiuteranno a trovare un'occupazione.
In alcuni casi, a uno o due ospiti abbiamo dato lavoro noi.

Tutti i lavoratori di Hospitality Monitors che lavorano con gli ospiti sono stati senza-tetto o ex-carcerati.

Non posso dirle quanto sia duro restituire la dignità persa a una persona. So solo che è quello che stiamo provando a fare qui. Ogni giorno.


Quali requisiti deve avere un volontario per essere ammesso al Gubbio Project?

Al volontario tutto quello che è richiesto è che voglia servire, possa impegnarsi per un certo numero di ore settimanali  o mensili e essere aperto a imparare con e da i nostri ospiti. Alcune volte abbiamo bambini e ragazzini della scuola che ci vengono a aiutare assieme ai genitori e agli insegnanti.

Per maggiori informazioni:

St. Boniface Church
133 Golden Gate
San Francisco, CA 94102

Phone: 415.861.5848
Fax: 415.863.7602


Hours of Operation:
6AM- 3 PM M-F


Anna Maria Polidori

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