200 Book Reviews Frequently Auto-Approved 2016 NetGalley Challenge Reviews Published Professional Reader

Saturday, October 31, 2026

Buddy l'Angelo, Silvestro il Vampiro di Anna Maria Polidori :-)

                                       BUDDY L'ANGELO E SILVESTRO IL VAMPIRO


 

 

Quando la signora Goldsmith, una cara vecchietta di 98 anni, è morta dopo una lunga malattia, Buddy, il suo Angelo Custode, ha pianto così tanto! 

"Oh, signora Goldsmith, vi ho voluto molto bene! Ho viaggiato con voi in questo secolo appena trascorso. Ho apprezzato le vostre preghiere quotidiane rivolte a me; oh, no, non posso dimenticarvi!"

Mentre diceva queste parole, una luce dal cielo e una voce che conosceva molto bene lo chiamarono: "Buddy, Buddy, forza, andiamo. Dio vuole parlare con te per un'importante missione. Ti sta aspettando nel suo ufficio..."
Buddy riconobbe immediatamente la voce di quel santo: "Oh, Pietro, Pietro, con il suo carattere freddo! Non è un Angelo Custode, e non può capire quanto possiamo amare le persone! A volte!"




Una luce lo investì e in un secondo si ritrovò nell'ufficio di Dio. Dio sembrava più giovane dell'ultima volta che lo aveva incontrato, 98 anni prima. 

Ma, ovviamente, non poteva dirne il motivo perché Dio, in quel momento, gli appariva più giovane di un secolo fa. Anno in meno, anno in più.

"Oh, Buddy, benvenuto, vecchio mio!",

cominciò a dire Dio, mentre Buddy si sedeva in una comoda poltrona fatta di nuvole, continuando a piangere per la scomparsa della signora Goldsmith. 

"Sono felice, Buddy, per il tuo lavoro. La signora Goldsmith è in Paradiso, ora. So che ha chiesto di te."
"Oh, signora Goldsmith..." fece, Buddy, cominciando a piangere e soffiando sonoramente il naso.
"Sì, mio caro amico. Hai fatto un lavoro meraviglioso, anche se in certi casi non sei un Angelo Custode come Christian o Theodore."

Buddy sorrise appena. Christian e Theodore. Sì, li conosceva molto bene. Perfetti in tutti i sensi. 
Belli; sebbene, pensò Buddy, eh, eh, eh, hanno dato al Paradiso solo quattro anime in 400 anni. Alcune di queste anime sembrano essere all'inferno, e molte in Purgatorio.

Ma perché Dio stava dicendo quelle cose a Buddy? Buddy era quel tipo di Angelo Custode che mangiava tutto il possibile dell'altro mondo: caramelle del Paradiso, cioccolatini dei santi, dolciumi prodotti dagli Angeli Pasticceri. 
Amava bere la famosissima birra degli Angeli, prodotta con i raggi di sole più belli, e il vino fatto con i colori più stupendi dell'arcobaleno! Oh, era una lunga preparazione. Non è il caso di raccontarla qui adesso...

"Solo fortuna, Buddy", disse Dio, leggendo i suoi pensieri.

Buddy era imbarazzato, ma Dio continuò: "Credo di avere un'altra anima che ha bisogno di aiuto urgente! Pronto per un'altra missione?"

"Oh no, Dio, ti prego... Amavo così tanto la signora Goldsmith. Non potremmo aspettare? Se mi mettessi in vacanza per 200-300 anni? Solo per de-stressarmi e ricominciare con un'altra anima? L'amavo! Ricordo i suoi tè, il giardino che amava così tanto. Non sono sicuro di essere pronto per un'altra realtà!"

"Su, su, Buddy. Asciugati quelle anime. Lo sei, fidati", rispose Dio sorridendogli come un padre. "Credimi. Lo sei."

Buddy era incerto, con gli occhi fissi su Dio. "Sei sicuro?"

"Fidati di me. E Buddy... è un caso difficile, questo. Sembra che quest'uomo non abbia pace perché è un... un vampiro, e Sigfrid, sai, un Angelo Custode tuo contemporaneo, ha deciso di abbandonarlo al suo destino perché, con questo incarico, si è preso una specie di strana depressione. Siamo sinceramente preoccupati per lui, perché sembra che le preghiere non servano a nulla. Piange tutto il tempo, ha perso la felicità..."

A queste parole, Buddy iniziò a tremare come una foglia. "Scusa... che cosa hai detto? Ma tecniocamente i vampiri sono esseri dannati"
"Sì, Buddy, hai capito bene. Il tuo nuovo cliente è un vampiro, ma non vuole continuare ad esserlo. Vorrebbe cambiare la sua condizione. È un grosso problema; ma posso assicurarti che quell'ex ahem uomo ha una bellissima anima."

Una bellissima anima... Un vampiro... Buddy pensò che forse Dio avesse bevuto troppo. Con tutto il rispetto, s'intende, ma circolava la voce che a volte si concedesse il delizioso grappino celestiale di fine pasto, composto da: bintà,amorevolezza, amicizia, felicità mandandolo così in uno stato inebriante di benessere. 
"Avrà bevuto troppo?" scappò detto a Buddy piano piano.

"Scusa, che cosa hai detto?" replicò Dio, che nel frattempo, e per fortuna, era un po' distratto. 

"Oh, niente, niente, Dio. Dicevo... Ok, accetto. Dove devo andare?"

Quando Buddy chiuse la porta-nuvola, cominciò a pensare: "Perché certi lavori vengono assegnati SOLO a me? Spero solo di rincontrare presto in Paradiso la signora Goldsmith, amavo i suoi cappelli decorati con quel bellissimo..."

E mentre camminava, continuava a mangiare delle deliziose caramelle.

"Allora, mi ha detto Dio che dovrei arrivare all'isola delle cinquanta nuvole e poi volare da lì... Ok: ci sono. Andiamo!"

Arriva in un battibaleno a casa del vampiro e lo vede seduto al tavolo,  piangere a dirotto, e vicino a lui c'era una bottiglia di scotch ancora chiusa, oltre a una scatola di Kleenex con fazzolettini sparsin su tutto il tavolo e sul pavimento.

La casa di Silvestro era molto bella. La sala da pranzo era grande, e sembrava un luogo in cui un tempo c'era stata tanta felicità e dove c'erano stati vissuti bellissimi momenti con le persone amate, intuì Buddy. 
Sì, questa storia sembrava interessante, mentre continuava a mangiare le sue caramelle del Paradiso preferite: buonisentimenti, si chiamavano. 
Buddy riconobbe l'odore di gioia in ciò che stava mangiando in quel momento.

E questo Vampiro... Indossava abiti così strani. Un paio di pantaloni rossi, una maglietta molto colorata, e la faccia di quel pover'uomo non voleva affatto comunicare orrore agli altri. Strano.

"BUUUHHH, qual è la persona più sfortunata di questo mondo? Io! Non posso vivere una vita normale. Vorrei morire un giorno. Oh, perché, perché questo destino crudele? Astor, ti ricordi l'inizio? No, non puoi. Non eri qui, 250 anni fa! Meno male!"

Buddy voleva conoscere l'intera storia del Vampiro, così indusse quella persona a parlare molto di sé con l'incantesimo della voce che si scioglie ai ricordi e al passato.

"No, non puoi. Non sei immortale. Non eri lì quando è accaduto quel fatto terrificante. Bene, ero solo in casa mia. Il mio maggiordomo era con mia moglie e i nostri figli in un'altra località per l'estate. Dovevo raggiungerli entro pochi giorni, ricordo; quando una notte, alle 2 del mattino, qualcuno bussò alla mia porta. Chiesi chi fosse, e quando mi disse: 'Sono Meflon', riconobbi in quella voce qualcosa di sgradevole e crudele; inoltre, una sensazione di gelo e irritazione mi ricoprì tutto il corpo in un secondo. Lo conoscevo. Qualcuno mi aveva raccontato storie tristi su questa persona. Non l'avevo mai incontrato al mercato. Ma molti ne erano terrorizzati la sera. Inoltre, altre persone chiacchieravano:  lo avevano aggirarsi di notte nel nostro cimitero. 
Non so per quale ragione, forse per il grande senso di ospitalità che avevamo in casa, quando mi disse 'Ho bisogno di aiuto', aprii la porta. La scena che i miei occhi videro fu terrificante: era bianco come un foglio, e in più, i suoi occhi crudeli continuavano a fissarmi con una perversione, con una malvagità mai vista prima. E la sua bocca era pronta... Vidi i due canini appuntiti, lunghi, disgustosi. La sua faccia era come lo specchio della notte. Una notte in cui non può più esistere il giorno.
Cercai di fuggire. Meflon appariva debole, così provai con tutto il terrore che avevo in corpo a cacciarlo dalla mia porta. Ma era come se nel suo corpo ci fosse una forza estranea, forte, sconosciuta, demoniaca. Fu un attimo. Afferrò un mio braccio e, quando fu sicuro della mia incapacità di combattere, mi morse il collo; e poi fuggì, mentre io restai lì, terrorizzato prima di tutto per me stesso.
Ero disperato. Per me, ma anche per la mia famiglia. I miei figli e mia moglie non erano più al sicuro vicino a me, sai, Astor. Così inviai loro un breve messaggio dicendo che non li riconoscevo più come la mia famiglia e che non volevo più vederli. Mia moglie morì dopo pochi giorni a causa di pazzia e dolore. Voleva parlarmi, ma non le ho mai risposto.-Avevo paura. Avevo paura della mia nuova condizione e delle cose brutte che avrei potuto fare a lei o ai miei figli.

I miei figli non mi hanno mai odiato, perché raccontai tutta la verità al mio maggiordomo e gli chiesi di riferirgliela. 
Era necessario che sapessero che il loro papà non poteva vederli perché ora viveva in questo... stato. Oh, quando hanno saputo....
Hanno iniziato a scrivermi molto spesso, raccontandomi tutto della loro vita: studi, fidanzate, fidanzati, e poi quando si sono sposati, ho saputo tutto di nipoti e pronipoti, ma il mio cuore era pieno di dolore tutto il tempo, perché non potevo abbracciarli.

Non ho mai amato il sangue delle persone. Sai, ho avviato subito un grande allevamento di maiali. Nessuno ne capiva il motivo. E non potevano capirlo perché non mi vedevano più in chiesa, la domenica, o in paese, dove mi piaceva scambiare due chiacchiere con la gente, con il nostro sindaco o il nostro parroco. Nessuno poteva immaginare che io fossi un Vampiro! 

Ho vissuto momenti tristi, specialmente quando sono morti i miei figli e le mie figlie. Quando c'erano difficoltà ero lontano da loro. Ma li ho amati con tutto me stesso. E forse loro mi hanno amato molto. Le loro preghiere hanno reso la mia anima molto più leggera. E posso sentire dentro di me che il buon spirito continua ad essermi vicino."

"Oh, che strano vampiro. Non sembra pericoloso, ma sembra un uomo! In tutti i sensi. E sta piangendo. Oh, povero Silvestro."

Quando Buddy lo toccò, il dolore nel cuore di Silvestro, Silvestro avvertì qualcosa: la pena sembrò farsi un po' meno forte.

"Oh, sembra che un profumo di salvezza mi circondi. 

Non so spiegare, ma... non pensi anche tu, Astor, che ci sia un nuovo arcobaleno in questa sala da pranzo? Non ho mai ucciso una donna, non ho mai bevuto il sangue di una persona, non le ho mai ridotte come poveri disgraziati, capaci di vivere per l'eternità con questa maledizione. 
Oh, ho bevuto il sangue di mille maiali... Questo è vero, lo so. 
Ma allo stesso tiempo, non amo troppo il sangue. Però non posso mangiare. 
A proposito... hai preparato la tavola?", disse, cambiando rapidamente argomento.
"Sì, signore, ci sono tutti i cibi che amava un tempo." Dalla frutta ai manicaretti più incredibili, il tavolo della cucina era un'esultanza per gli occhi. Ricchissimi piatti d'argento adornavano la tavola, con ricchi candelabri carichi di candele colorate. Il cibo che copriva la totalità del tavolo, buono e prezioso.
"Ok, puoi iniziare a mangiare, Astor, io ti guarderò. Per me è qualcosa... amavo mangiare. E mi piacerebbe ricominciare a mangiare, un giorno. Poi porta tutto il resto alla gente del paese."

Astor gli sorrise. Era un brav'uomo: snello, dalla personalità calma, era lì con Silvestro da 10 anni. 
Aveva visto uno strano annuncio su una rivista: Cerco un maggiordomo speciale per una persona speciale. Niente donne con lui. Astor, ricordiamo, aveva perso la moglie da appena quattro mesi. Era triste e infelice. I suoi figli vivevano lontano e lui aveva bisogno di fare qualcosa di diverso. 
Non voleva pensare sempre alla sua cara Melania. 
Così, aveva risposto a quell'annuncio. La cosa strana era che quella persona riceveva solo dopo mezzanotte. Beh, una personalità eccentrica. La prima volta che lo vide, Astor riconobbe in lui la persona di cui tutti parlavano con grande rispetto in quel luogo. All'inizio sembrava terrorizzato. Poi aveva scoperto una bellissima anima.

"Scusa", cominciò a dire Silvestro ad Astor, "ti sto ricevendo in un orario insolito. Non amo nemmeno io la notte, ma non posso vivere durante il giorno. Accetteresti di lavorare per me? Un tempo ero una persona onorevole. Qualcuno crudele mi ha trasformato in un Vampiro. Ma, ti prego, non aver paura di me. Non ho mai amato il sangue della gente. Non amo nessun tipo di sangue. Ma devo berne un po', altrimenti posso morire. E non voglio morire finché non sarò ridiventato un uomo normale. Anche se non sono sicuro che sia possibile. L'unica cosa  che mi rende temibile è la luna piena: : quando c'è la luna sono particolarmente aggressivo. Non pericoloso, ma è meglio che tu chiuda a chiave la tua camera da letto. 

Avrai più di 2000 euro ogni mese per il tuo lavoro, più altri extra. Ho 60 camere da letto in questo castello. 15 saranno per te! Sei libero di usare tutto lo spazio che vuoi. Non puoi introdurre, mi dispiace, per i miei problemi col sangue, nessun animale, e immagino che questo possa renderti infelice! Ma sei libero di vivere la tua vita come vuoi. Il tuo giorno libero sarà la domenica, se vuoi cambiarlo fammelo sapere; avrai la possibilità di mangiare e bere tutta la roba che incontrerai sulla tua strada. Mi piace toccare il cibo e ricordare il profumo di una mela, la sensazione del miele in bocca, il Paradiso di una tazza di tè, il sapore del vino e la bella sensazione di un piatto di pasta! Meflon ha distrutto il mio corpo, ma non la mia anima."

Astor, guardando quell'uomo, ebbe la sensazione di entrare in contatto con un Vampiro insolito. Meflon terrorizzava tutti. Aveva ucciso molte persone; cercava il sangue delle giovani donne in giro per il loro paese, chiamato Morzt, ma anche durante i viaggi che faceva spesso in luoghi lontani. In più, solitamente mangiava molti bambini, e le madri disperate impazzivano per il dolore. 
Così, rimase scioccato nel vedere Silvestro il Vampiro così diverso da Meflon.

Iniziò a lavorare e notò che Silvestro amava la compagnia, voleva parlare e avere qualcuno che potesse fuggire da lì e dire a tutti che, dopo tutto,  era una brava persona. 
Amava fare beneficenza. E Astor iniziò a viaggiare. Se Silvestro veniva a sapere di una storia triste, voleva aiutare la gente. "So cosa significa soffrire a causa di una condizione in cui non vorresti essere precipitato."

Buddy stava mangiacchiando la caramella dell'amore quando i racconti di Astor e Silvestro finirono, e Astor tolse i vari cibi dai tavoli.
"Mi hai preparato il letto come ti avevo detto?"
"Oh, sì, signore."
"Grazie, Astor."

Buddy gli camminò accanto, fino alla camera da letto. I vampiri non dovrebbero dormire in una bara? No: quando la porta si aprì, Buddy vide un posto bellissimo. Il letto era coperto da una bella fantasia di fiori; la finestra era chiusa, ma solo perché Silvestro non può vedere la luce.

Buddy decise di fare l'unica cosa corretta in questi casi: parlare il prima possibile con Shaddy!
Shaddy era l'Angelo Custode del concorrente di Dio, il Diavolo, assegnato alla nascita di Silvestro, proprio a lui. Buddy aveva assolutamente bisogno del suo aiuto. 

Conosceva molto bene Shaddy; un buon Angelo Custode, per quanto lo riguardava. Era un po' preoccupato per il suo aspetto fisico. Se ricordava esattamente Shaddy, beh, c'era una grande differenza tra loro. Ma, naturalmente, l'ultima volta che aveva scambiato quattro chiacchiere con lui era stato esattamente 679 anni fa.

Buddy decise di chiedere consiglio a Dio. Una luce ricoperse l'intera camera da letto, mentre Silvestro dormiva come un morto.

"Dio, questa è la persona più incantevole mai incontrata da secoli a questa parte, a parte la signora Goldsmith, ovviamente."

"Certo", rispose Dio. "Mi piacerebbe sentire da Shaddy cosa possiamo fare. Questa anima è di mia proprietà. Non credo possa dire qualcosa di diverso..."

Dio sorrise dal Paradiso, e un'altra luce ancora più bella arrivò fino a lui. "Vero. Conosco Shaddy e penso che possiamo aiutarci. Hai qualche idea?"

"Certo, Dio, ma per prima cosa, ti prego, vorrei parlare con Shaddy."
"Ok: sai quanta considerazione ho di te. Tutte le cose che farai saranno giuste, per me!"

Così, quando la luce celeste svanì, Buddy chiese: "Shaddy, dove sei? Ho bisogno del tuo aiuto."

E, dopo un secondo, una nuvola scura apparve vicino a lui. L'Angelo Custode del Diavolo era molto affascinante. Sottile, lunghi capelli scuri, occhi bellissimi e un sorriso sensuale. Quando Shaddy vide Buddy sorrise un po': "Buddy, Buddy... Quando diventerai più magro? Quante caramelle mangi ogni giorno?"

"Ciao, Shaddy. È un piacere parlare con te e discutere con te. Beh, non sono sicuro che vorrò mai rinunciare alle mie caramelle. Ne vuoi provare una? Gioia, per esempio... È una delle mie preferite..."

"Oh, no, no, grazie, sono troppo impegnato con questo vampiro disgustoso! Quando l'identità di Silvestro è cambiata alcuni secoli fa, ho pensato: ok, è fatta. Questo vampiro sarà crudele e sarò soddisfatto del mio lavoro, sai..."

"Conosco fin troppo bene il tuo lavoro, Shaddy, anche se ho molto rispetto per te!"

"Grazie", continuò Shaddy, decidendo mentre parlava di camminare un po' per la camera da letto. "Ora avrebbe potuto uccidere chiunque, mangiare bambini e così via... Per me era un piacere... Un'altra anima destinata al diavolo, il mio capo. Una soddisfazione. Forse avrei potuto prendere una vacanza, dopo questo caso, perché quando un'anima è importante, non lavori per un po'..."

"Beh, la mia signora Goldsmith è in paradiso in questo momento, ma io sto lavorando."
"Davvero? No, non noi. Noi abbiamo secoli di vacanze, e credimi, avevo bisogno di staccare con le cose brutte del mondo. Ma... questo caso è troppo complicato. Volevo penetrare nella sua mente con i miei buoni consigli... Niente. Ho provato con le donne in giro per le strade, niente... Ho cercato di cambiare la sua anima, ma non è stato possibile... È un periodo così noioso! Tutta questa bontà, ufff. Non lo apprezzo."

"Questo è il punto, Shaddy: non pensi che Silvestro sia mio? Non diventerà mai crudele. Vivrà sempre bene la sua vita, anche se è un vampiro. Ho visto che tutti lo rispettano. 
"Certo, non ha carattere!" replicò Shaddy stizzito.
"Andiamo, Shaddy... Sai qual è la verità!"
"Ok, e allora cosa possiamo fare?"
"Senti, Shaddy... Penso che incontrerai sicuramente molto presto un altro serial killer, o un omicida, o qualcuno di crudele da presentare al tuo capo. Perché non mi aiuti con l'anima di Silvestro?"
"Oh, per me sarebbe un piacere. Cosa posso fare per te?"
"Voglio tornare nel passato. Alla sera in cui Silvestro ha incontrato il Vampiro orribile. Voglio liberarlo da questa situazione disgustosa!"
"Non è una situazione disgustosa. L'Angelo Custode di Meflon è in vacanza ORA per 1000 anni!!! A causa di quell'anima. Non ho avuto un minuto di soddisfazione con lui. Ma questa faccia... questa faccia... Sorride quando dorme... Com'è possibile? Ti aiuterò! Così me lo toglierò dalle scatole."
"Bene, allora adesso dammi le mani... Dobbiamo essere uniti... Il Bene e il Male. E pronunceremo queste due semplici parole..."

Nessuno comprese le loro semplici parole, ma vennero catapultati nel passato.  Silvestro stava leggendo un buon libro di storia nella sua sala da pranzo. Buddy gli provocò un grande sonno, mentre Shaddy cercava di cambiare la mente dell'orribile Meflon. Il piano funzionò, e il Vampiro decise non solo di rinunciare a far visita a Silvestro a causa del suo sangue, ma di andarsene a vampirizzare lontano dal paesino di Silvestro! 
Buddy intanto preparava per Silvestro una grande sorpresa.
La casa era piena di luci e colori, la tavola colorata, elegante e raffinata, imbandita con i piatti preferiti di Silvestro. 
Quando Silvestro si svegliò, la prima cosa che disse fu: "Non è possibile. Chi ha preparato questo per me? Vivo da solo?!... Ho fatto uno strano sogno... ero un Vampiro..."
Mentre, immediatamente, i suoi figli e sua moglie bussarono alla porta di casa sua...
"Ma... cosa sta succedendo?"
"Papà, papà", dissero i bambini, abbracciandolo con tutto il loro amore.
"Caro... non volevo andare in vacanza senza di te, dopotutto. Prenderemo le ferie quando saremo tutti insieme!"


Guardarono il quadretto familiare. Oh:  erano così felici, anche se nessuno riusciva a capirne il motivo. 
Era come se fossero rinati. E piansero e sorrisero insieme per tutta la notte, raccontandosi storie strane, come quella che Silvestro narrò loro: "Sapete che ho sognato di diventare un Vampiro e di avere un allevamento di maiali?"...
Tutti ci risero su.

Quando il loro lavoro finì, Buddy augurò tutto il meglio a Shaddy. "È sempre un piacere lavorare con te."
"Lo so. E... cosa posso dire? Mio Dio... avrò molte punizioni perché il maggiordomo ha rassegnato le dimissioni."
"Forse. Ma hai fatto la cosa giusta."
"Sì, ho perso diversi secoli di buon lavoro! Prostitute, assassini e persone crudeli mi stanno aspettando di nuovo!", disse Shaddy senza troppa enfasi.
"Ehi, non sembri entusiasta!"
"Buddy, nessuno deve sentire queste parole... Ho lavorato in totale pace, e quell'uomo mi ha ispirato un sentimento che non conoscevo..."
"È forse la tenerezza?"
"Come hai fatto a indovinare?"
"Oh, beh", rispose Buddy, "è semplice. Non sei un Angelo Custode del male. Quando sarai pronto... sei solo troppo bello per il Paradiso..."
"Oh, Buddy, per favore... sai che ti rispetto, ma io non lavoro per Lui!"
"So che fai parte di questo Universo e di questo Ordine delle Cose. Comunque, hai sempre il mio rispetto!!!"
"Quando hai bisogno d'aiuto, fammi sapere."
"Ciao, Shaddy", disse Buddy mentre cominciava a scoppiare in lacrime, perché doveva lasciare di nuovo Shaddy e Silvestro.

Ciò accadde in un secondo. Si ritrovò di nuovo nell'ufficio di Dio.
"Oh, Buddy, sono molto felice per te! Un altro caso risolto benissimo. Ah, la signora Goldsmith vuole incontrarti. Puoi andare da lei, dopo la nostra conversazione, naturalmente!"
"Oh, grazie, Dio! nGRAZIE, GRAZIE, GRAZIE"

"Figurati. Ok: ho aiutato il tuo amico Shaddy. C'è un'anima che voleva andare molto presto all'INFERNO. È una criminale terribile, i suoi omicidi sono famosi in tutto il mondo. Quindi, spero che ottenga presto un po' di vacanza... E poi potremo parlare con Shaddy, Buddy."

"Oh, pensi..."
Un vero Angelo Custode del diavolo non conosce quel genere di sentimenti come la tenerezza. Guarda questo: Dio aprì una nuvola e guardarono l'immagine di un sbalordito Shaddy che assisteva a quegli omicidi crudeli. Buddy rise un po', mentre Dio gli diceva: "E Buddy, Christian e Theodore sono molto più belli di lui! Ricordatelo!!!"
Dio vuole avere accanto a sé creature bellissime. "Pupi andare adesso Buddy.  Ma ricordati di venirmi a trovare presto. Ho un altro caso per te..."
"Oh, no, ma Dio... sto lavorando ininterrottamente da 2500 anni!"

"Lo so. Ma il bene non può fermare l'azione nel mondo, Buddy! Scusa, niente VACANZE. Ah, naturalmente, Silvestro è in Paradiso, ora... con tutta la sua famiglia, grazie alla tua azione!"
"Certo", rispose Buddy, sorridendo a Dio.


Anna Maria Polidori

 

Illustrazioni generate con Intelligenza Artificiale  



Friday, October 30, 2026

Guarda che Naso! di Lukas Hartmann

Vi sbellicherete dal ridere leggendo Guarda che naso!

di Lukas Hartmann, pubblicato da Iperborea. 
Dialoghi spassosissimi, battute che fanno ridere a crepapelle, scene che solo a immaginarle sono esilarantissime! La storia è quella di Pit, Lena e dei loro due genitori litigarelli, chiamati Occhiali e Formica — il primo perché porta gli occhiali (e quando ha qualche problema e non sa come risolverlo, pulisce sempre le lenti con la cravatta) e Formica perché è operosa. I due genitori di Pit e Lena litigano spesso. I ragazzi, con Lena che è più grande di due anni rispetto a Pit, li ascoltano talvolta turbati. 
Un bel giorno il padre se ne esce dicendo che andranno in vacanza in un'isola greca. I due ragazzini sono comunque contenti di questo diversivo. Il padre è un tipo che scatta facilmente: che ci si può fare? 
È il suo carattere. 
Una volta arrivati sull'isola, i due ragazzini un giorno passeggiano a lungo e si ritrovano in un antro dove vive un signore molto anziano. 
Zervan in verità è un mago e confessa loro di avere oltre 250 anni. I due ragazzini restano incantati da questo mago che fa arrivare teiere volanti piene di tè, tazzine e cuscini morbidi. Insomma: un altro paradiso. 
Tornati a casa, arriva la punizione dei genitori: resteranno confinati in camera perché hanno fatto tardi e li hanno fatti preoccupare. 
Però i due vogliono tornare da Zervan. Sì, perché questo mago ha un problema esistenziale enorme: durante una lotta magica con un concorrente, ha ricevuto come incantesimo un gran nasone di cui si vergogna tanto. Purtroppo non ha trovato un controincantesimo per farlo tornare normale. Lena non si perde d'animo: "Abbiamo uno zio che stira le rughe, aggiusta i nasi. Ti ci portiamo. Ti risolverà il problema in un baleno". 
I tre partono con cosa, se non con un confortevole tappeto volante, su cui ci saranno non solo loro, ma anche diversi animali e viveri!
Così inizia un'avventura spassosissima, piena di comicità e con un bellissimo happy end. 
 Nella storia viene rimarcata l'età del vegliardo con le sue limitazioni, ma un po' di succo di barbabietola riesce a risolvere la maggior parte dei problemi.
 Mi sono divertita un mondo leggendo questo libro per bambini ed ho pensato che il mondo dovrebbe avere questa leggerezza, e che i ragazzini dovrebbero essere come Lena e Pit, ritratti magistralmente da Lukas: teneri, generosi, affabili, pieni del desiderio di aiutare l'anziano mago in difficoltà, fermi ed intelligenti.



Anna Maria Polidori 

Tuesday, October 06, 2026

L'uomo che portava a spasso i libri di Carsten Henn

 L’uomo che portava a spasso i libri 


è un romanzo edito da Giunti scritto da Carsten Henn.

Poetico, è un inno alle librerie, ai librai e ai libri. 
Carl Kollhoff è un simpatico 72enne. Da una vita porta ogni settimana libri a domicilio. Lavora per una libreria da una vita. Il proprietario del negozio di libri ormai ha passato la mano alla figlia: ora vive in un ospizio e Carl non perde occasione per andarlo a trovare. I due sono affezionati l'un l'altro come fratelli. 
Il servizio aggiuntivo che offre la libreria, la consegna a domicilio, è apprezzata da tanti lettori che Carl ha imparato a conoscere. 
C'è Mr. Darcy, un signore ricco che vive in una bellissima casa; ce ne è un altro che chiede sempre a Carl di descrivergli la trama del romanzo che gli ha portato; la signora che gli pone indovinelli e così via. Insomma: ogni lettore ha le sue fisime.
Certo, Carl ha anche la sua vita e non si sofferma troppo a pensare all'animo delle persone cui porta i libri, ed al perché queste/i scelgano sempre un certo genere. Non indaga al di là delle apparenze. Non lo farà finché non gli si metterà alle costole una bambina di una decina d'anni, Schascha, tutta pepe, estremamente intelligente e acuta. Scoprirà o farà uscire fuori le problematiche delle persone investite dal servizio offerto da Carl. E, senza che ne dubitiate un secondo, Schascha entrerà nel cuore dei lettori così come lo farà Carl.
Un libro che ci parla del potere della lettura su tutto. Interessi, soldi, affari. Perché un libro è molto di più di questo, come hanno provato senza dubbio Carl e Schascha. È libertà, solidarietà, amore per gli altri, indipendenza intellettuale, apertura mentale. È imparare ogni giorno qualcosa di nuovo.
Ho preso questo libro alla biblioteca di Cagli! Una grande scelta! Davvero carino!
Anna Maria Polidori

Sunday, October 04, 2026

Il Sole nelle Pozzanghere di Matteo Bussola

 Mesi fa a Pietralunga, piccolo borgo di circa 1700 anime in Umbria, è stato costituito un club della lettura. «Ti unisci a noi?», aveva chiesto entusiasta Adriana. «Volentieri, come no», avevo risposto, compatibilmente con una situazione incasinatissima. Ero ricca di ottimi propositi, felice inoltre che la mia insegnante di lettere ci avrebbe seguito.

Scopro nel primo incontro che il libro da leggere a capitoli sarà quello di Matteo Bussola, E il rosmarino non capiva l'inverno. Tanto io che la mia prof delle medie puntiamo i piedi: perché leggere un libro su malattie così brutte? Ci impressionava così tanto che alla fine, tra malumori vari, le restanti signore si sono passate il libro evitando la lettura quando riunite tutte insieme.

A fine estate ci siamo riviste per capire che cosa avessimo letto ed ho rivisto spuntare un altro libro di Bussola Il Sole nelle Pozzanghere. 
Ho subito pensato: «Oddio, no! Ci risiamo. È peggio del rosmarino. Che disgrazia avrà inventato stavolta quest'autore?». 
Da quanto la signora ci aveva spiegato, la storia era quella di un uomo a cui gli oggetti di seconda mano scartati parlano. Ho drizzato le antennine: amo la magia e adoro gli oggetti di seconda mano, ho più libri, borse, abiti vintage che nuovi. Ho pensato che forse si trattava di una sorta de Il Restauratore, la serie con Lando Buzzanca, rammentate? La cosa è finita lì, però stavolta trovavo la tematica splendida.
Giorni fa sono andata a Cagli, sono passata in biblioteca ed ho visto che avevano una copia de Il sole nelle pozzanghere. 

L'ho presa e letta in due giorni! Possiamo dire che sia pace fatta con Matteo.
La storia: il signor Pi ha un negozio di seconda mano. Pensa – e scoprirete verso la fine la ragione – che tutti, uomini e oggetti, debbano avere una seconda possibilità. In più ha un dono magico: riesce a vedere chi ha posseduto quegli oggetti e a visualizzarne i momenti salienti. È un dono prezioso che gli permette perfino di scegliere un futuro acquirente, essendo saggio e capendo la natura umana di chi gli sta di fronte. Le persone si disfano degli oggetti perché provano fastidio, rancore, una tremenda sofferenza o rabbia nel vedere in giro ancora qualcosa a cui danno un valore negativo. 
Una signora un giorno porta nel negozio del signor Pi i suoi orecchini, che qualcuno tenterà di ricomperare inutilmente. 
C'è chi darà via una cucina amatissima, riscoprendo lati di sé accantonati dalle convenzioni. Mi è piaciuta tanto la descrizione culinaria del ragù! Mentre lo preparavo oggi, ripensavo a quanto scritto dall'autore.
Una ragazza arriva con un materasso: troppo dolore, meglio destinarlo a qualcun altro. 
Due telefoni vecchi ci faranno invece assaporare una tenerissima storia d'amore. 
Una ragazza cerca una vecchia borsa da regalare dove poter riporre musica, scoprendo alla fine l'amore in quel negozio.
Mi sono piaciuti i dialoghi molto realistici dei ragazzini con il signor Pi. 
C'è poi un oggetto, una bambola buttata via per frustrazione e ripescata in un contenitore per rifiuti, che il proprietario del negozio raccoglierà. Sarà il filo conduttore del romanzo: una delle prime scene che troviamo e una delle ultime. Non ha più un occhio, gli manca un braccio, ma quell'oggetto così odiato alla fine troverà un luogo dove farà compagnia a una bambina, liberando al tempo stesso il signor Pi dal suo passato doloroso. 
Caldamente raccomandato: ogni personaggio è ritratto con dovizia di particolari e le storie rimangono, non se ne vanno via. 
 
Anna Maria Polidori  

Friday, October 02, 2026

La Stagione delle Case Vuote di Francesca Scotti

Un libro, questo di Francesca Scotti, La Stagione delle Case Vuote


, incredibilmente affascinante. Mi trovavo nella biblioteca di Cagli e, come sempre, cercavo ispirazione per nuove letture, quando casualmente sono inciampata in questo volume della casa editrice Hacca ed ho pensato: che titolo curioso e che meravigliosa illustrazione. Inoltre la carta pareva avvolgermi, tanto è elegante al tatto. Ho letto qualcosa della trama e mi ha subito convinto.

L'autrice si divide tra Italia e Giappone, così possiamo respirare a pieni polmoni la filosofia di vita giapponese, che a me mette sempre tanta calma, anche se questi racconti, per la maggior parte, sono abbastanza noir e ogni volta mi lasciano perplessa. "Succede davvero questo al protagonista? Lo fa morire?": sono domande che attanagliano il lettore. Eppure, ho letto questo libro in poche ore; racconta storie splendide nel loro strazio, nel loro smarrimento e nella vita che talvolta si ritrova o si perde a causa di una frase. Di una nuova speranza.
Qualche storia? 
Troviamo due ragazzi seduti insieme in un ristorante, nell'unico tavolo rimasto libero. 
A ciascuno era stato detto che avrebbe incontrato qualcuno di speciale, ma che sarebbe stato indispensabile... 
Un ragazzo, invece, abita le case (è un vero lavoro in Giappone) dove le persone si sono uccise oppure dove sono state uccise. Questo per far risalire velocemente il valore dell'immobile, provando che non ci sono anime in pena che daranno fastidio ai nuovi acquirenti. Troviamo il racconto su Zefiro, un canarino, e una giovane coppia, così come quello della bambina non compresa dai genitori e dai parenti, o quello spaventoso di Takako e Liliana, la seconda una signora che aveva deciso di fare un viaggio in Giappone, rimanendoci con esiti non troppo sereni.
Sono tutti racconti brevi, qualche volta brevissimi, che entrano nel cuore e ci restano, regalando una lettura priva degli stress a cui spesse volte ci abitua la nostra quotidianità. Perché, pure se un racconto è noir, lo è ad un livello "mascherato": tenero e terribile assieme. Così come è la vita.
 
Ana Maria Polidori  

Thursday, October 01, 2026

Une amitié particulière the correspondence between Louis-Ferdinand Céline and Milton Hindus Editions de L'Herne

First of all, I   am so sorry for the big delay dear Editions de L'Herne. 
I found this book Une amitiè particulière,


correspondence by Celine and Milton Hindus, truly enjoyable, in particular the entushiam put by Celin in every letter sent to his friend.

Why this correspondence, is, under many ways, curious if not strange?

Because Celine supported Nazism writing antisemitic pamphlets, and being ciritcal regarding jew people. 

Hindus was a man filtering and pondering much more the reality if compared to Celine and although Celine tried his best to appear amicable, Hindus could not forget what he did in the past and his antisemitic positions. 

Hindus describes Celine at some point as more obscure than the same Hitler was.

The two writing-styles: Celine writes spontaneously, with great energy, joy, passion and enthusiasm, telling everything to Hindus: from his problematics asking for some help, adding little episodes of his life. 
It's also extraordinary his enthusiasm when receives from Hindus tea or coffee: the reaction of Céline are the ones of a kid receiving from Santa Claus, gifts.

Hindus's writing styly is completely different: there is a density in writing that, once you will complete the part of Celine will surprise you.  

 This book was born because of...Céline and the correspondence with Hindus ending under many ways....tragically with denounce of defamation etc 

But, let's explain: Céline wanted to meet Hindus and so forced him to visit for the first time Europe. That Europe never yet seen, that absorbed the teacher, who lived in Massachusetts. Not only: he had promised him that he would have given to him many sources for a book. But, as wrote Hindus, that one had to be in Celine's idea a book on....Céline!!! and Hindus wasn't prepared for that.
 With the problematic you will discover later in the book.

Unfortunately the idea of Hindus regarding Celine won't change, although Celine tried his best. 

Highly recommended for trying to understand a complicated character like Celine was, but also how distant positions can anyway start a dialogue in their own differences.

Highly recommended.  

Anna Maria Polidori 

La Valigia Perduta di Hemingway di Angelo Petrella

 

Ho scelto questo libro di Neri Pozza, "La valigia perduta" di Hemingway

scritto da Angelo Petrella, per tornare nella Parigi degli anni '20. Se seguite il mio blog, sapete quanto amore io nutra per quel momento storico, letterario e pittorico irripetibile. Non sapevo che Petrella fosse lo sceneggiatore de I Bastardi di Pizzofalcone e Il commissario Ricciardi: essendo due serie che seguo con grande piacere, scoprire la sua penna in veste di romanziere è stata una doppia gioia.
Il libro è strutturato con il ritmo serrato della narrazione cinematografica e la caratterizzazione dei personaggi è ottima. 
Il protagonista, Marcel, è un poliziotto semplice dalla vita tribolata, introdotto al mestiere da un superiore che si è preso cura di lui. Marcel ama il commissariato e i suoi colleghi, in particolare l'amico Philippe, con cui si confida spesso. Una mattina, durante una ronda, Marcel fa la conoscenza di Henry Miller, iconico scrittore americano. Poco dopo quel singolare incontro, in una stanza chiusa a breve distanza, viene scoperto il corpo di una ragazza uccisa con il cianuro.
Una morte orribile che spinge Marcel a sganciarsi dalle indagini ufficiali (visto che il suo superiore vorrebbe archiviare il caso come suicidio) per indagare in totale indipendenza. Questo percorso lo porterà a familiarizzare con Man Ray, Gertrude Stein e soprattutto con Ernest Hemingway, che diventerà per lui un ottimo compagno di bevute e un consigliere prezioso. Il titolo del libro si riferisce a un fatto realmente accaduto: la prima moglie di "Hem" perse infatti una valigia dello scrittore contenente materiale prezioso. Tra i compagni di scorribande parigine non mancano poi James Joyce, Francis Scott Fitzgerald e la moglie Zelda.
Se devo trovare un elemento che mi ha messo sconcerto – e a tratti dato un po' di rabbia – è stata proprio questa indagine condotta da Marcel in totale solitudine. Non ho tollerato il suo non credere nel gioco di squadra, il voler tenere tutto dentro di sé. Nel frattempo, la sua vita si intreccia anche con quella della bellissima Kiki (storica musa e amante di Man Ray), con cui inizia una relazione complicata dai fantasmi del proprio passato.
Un romanzo che vi appassionerà e vi trasporterà nella leggerezza parigina di fine anni '20, tra i ristoranti, i bistrot e i café più amati. Gli anni '30 avranno poi un sapore del tutto diverso, preparando l'avvento della seconda guerra mondiale...
Assolutamente raccomandato!
Anna Maria Polidori