La musica dei cattivi. Classica e colonne sonore
di Carlo Fiore, pubblicato da Neri Pozza, ci restituisce una monografia di brani musicali utilizzati nei film per rendere i cattivi, se possibile, ancora più inquietanti.
Perché sovente la musica classica ha un'accezione negativa?
Perché viene utilizzata mentre una persona viene uccisa, o quando un vampiro succhia il sangue della gente?
Perché il cattivo viene analizzato così?
Come spiega Fiore: "La mascolinità americana... di un Paese sempre in guerra enfatizza la potenza degli alleati contro il nemico".
Fiore spiega poi che da principio il nemico era l'extraterrestre, per poi essere considerato il russo, il cubano, il siculo; insomma, entità non riconosciute nel modello democratico americano.
Il cattivo sarà quello che implicitamente studia di più, è colto, ascolta musica classica oppure è uno scienziato pazzo. Qualcuno, comunque, non inglobato nel sistema americano.
Avanzo un'altra ipotesi: ho avuto alle medie un'insegnante di musica eccellente. La professoressa ci faceva a volte ascoltare un brano di musica classica, chiedendoci che cosa ci trasmettesse.
Abbinava l'ascolto a un dipinto o a una fotografia.
"Che sensazioni vi dona questo binomio?", ci chiedeva.
La cosa non era unilaterale. La musica classica scava nelle profondità degli animi umani in forme e modi totalmente diversi gli uni dagli altri.
Credo inoltre che la musica classica possa avere tante valenze e sia più plasmabile della moderna tanto in scene positive - l'altra sera ho visto una commedia, ...E alla fine arriva Polly dove era inserito un brano di classica mentre Ben Stiller entrava in un condominio - quanto in quelle negative.
Certo, non si capisce perché mentre il maialino Babe corre inseguito da cani feroci la musica di sottofondo sia l'aria più conosciuta del Barbiere di Siviglia, "Largo al factotum", ma questo è un dettaglio. Diciamo che la freneticità del brano ben si adatta all'azione cinematografica.
Associare una musica celestiale e un'azione turpe crea stridore negli animi degli spettatori.
È quello che il film vuole trasmettere.
Ormai il cattivo hollywoodiano è una persona che, come descrive bene Fiore, è elegante e magari colta.
Questo cliché viene quindi abbinato a brani di Bach o di Beethoven.
Ci sono però altri esempi: nel libro, Fiore analizza anche Pirati dei Caraibi con Johnny Depp.
In quel caso, in Dead Man's Chest, compare l'Olandese Volante con al timone di comando Davy Jones.
In quel caso Hans Zimmer ha adattato la colonna sonora a sfumature bachiane e caricaturali.
L'autore prende in considerazione i supercattivi, i film di mafia, la musica utilizzata nei film sui vampiri e molto di più!
Anna Maria Polidori


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