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martedì, novembre 19, 2013

La vita un vento capriccioso

 Il giardino delle pesche e delle rose

 
di 


 


... Lo abbiamo preso tra le mani, aperto con l'avidità con cui viene scartata una barretta di cioccolato fondente e ci siamo messe a leggere. Che sensualità e profondità d'animo. Allegria, dolore, malinconia, cose perdute e ritrovate. Persone sepolte e gioie da ri-condividere. Novità, amarezze, morte, distruzioni e ricostruzioni. Gioia, amore, follia, fantasia, cucina, cioccolata, cene e pranzi invitanti. Il cibo descritto come poche altre persone a questo mondo sa fare contestualizzandolo in un tutto armonico con la storia e donandogli  magia e raffinatezza che invita a provare e a...mangiare.  Un altro capolavoro che dopo Chocolat ha soddisfatto la nostra fame di risposte.

Mi sento legata al personaggio di Vianne Rocher e a Lansquenet da e per molteplici ragioni. Prima di tutto, contravvenendo a una regola d'oro "Leggi prima il libro e poi guarda il film", nella mia vita Chocolat apparve per prima cosa sotto forma cinematografica molti anni fa. E me ne innamorai. L'atmosfera magica, Vianne così particolarmente seduttiva con la sua cioccolata, capace di guarire ogni piccola o grande disfunzione esistenziale esistente. Armande, signora scorbutica ma buona, un diabete da paura e la gioia di entrare in Paradiso dopo essersi ingollata questo mondo e quell'altro in un pranzo luculliano che lei sapeva avrebbe decretato la sua fine. Tutte prelibatezze cucinate da Vianne.



Vianne, mezza strega e mezza fata. Una vita errabonda trascorsa negli angoli più importanti o sperduti del mondo. Vianne, una donna senza radici che così sta crescendo Anouk una bimba intelligentissima ma solitaria. Anouk che dialoga sempre però con un animale immaginario Pantoufle. Nessuno riesce a domare uno spirito come quello di Vianne, ma dovunque vada, Vianne porta con sé cambiamento, così come il vento, che adesso spira da un canto e dopo dall'altro. A volte violento, a volte placido. A volte distruttivo a volte risanatore. A volte nervoso, a volte brioso. E quando il vento cambia Vianne riparte di nuovo per lasciare situazioni mutate e andare incontro a nuove avventure, città, persone, situazioni. Perché lei è errabonda non appartiene a niente e a nessuno. O sì?

Vianne e Roux.... Due selvaggi senza casa e itineranti della vita. Due anime così simili perse in un'esistenza che viene liquefatta nella quotidianità di un altro giorno trascorso  incompres dalla società. Cacciati, magari additati come esseri spregevoli. Storie diverse ma uguali,  intrecciate da fili invisibili del destino che alla fine li ha messi uno di fronte all'altro. Un destino che ha danzato per loro regalandogli amore.

Il film mi aveva affascinato e non trovandolo in vhs, acquistai il libro che finiii nel giro di poche ore.

A mio modo di vedere il libro è ancor più gotico,  oscuro, ancestrale, del film. Proprio come brava è l'autrice nel sondare gli animi umani e gli stati interiori di ciascuno, analizzando le situazioni del mondo.

In questo libro Il giardino delle pesche e delle rose  (titolo originale: Peaches for Monsieur Le Curé - Pesche per il signor curato - ) Vianne Rocher torna a Lansquenet a causa di una lettera che Luc Clairmont nipote di Armande  non poteva aprire fino al compimento del 21esimo compleanno e che andava consegnata dopo tale data  a Vianne Rocher.

La sua amica Armande dall'oltretombe la prega di tornare la Lansquenet. Ormai Vianne vive a Parigi, ha una vita sua, un'altra figlia con problemi cognitivi avuta con Roux. Ha Roux e una piccola cioccolateria. Insomma: il cerchio della sua esistenza pare chiuso. Entrambi a modo loro hanno deciso di mettere radici sebbene su di una barca galleggiante. Ma è uguale: la fertilità arriverà sempre dall'acqua , i sentimenti non inaridiranno e terranno vivo il loro rapporto d'amore con maggior vivacità. Come farebbe un albero piantato accanto a un ruscello. Sarebbe sempre gioioso e felice perché l'acqua non mancherebbe mai.

La lettera è chiara: "Metti dei fiori sulla tomba di una vecchia signora. .Veri fiori di campo....E ricorda: tutto ritorna. Alla fine il fiume riporta ogni cosa".

Quante volte Vianne aveva sognato Armande: "...La risata secca da donna anziana e quel profumo - lavanda, cioccolata, libri vecchi - che illuminava l'aria con la sua presenza".

"Si dice che nessuno muore purché qualcuno lo ricordi".

Vianne pensa che non ci sia nulla di male. Aveva stretto amicizie importanti, cambiato il corso della vita a tante persone (ma sarà stato poi vero? la stessa Vianne se lo ripete ossessivamente in seguito). Perché non tornare a dare un'occhiata? Otto anni sono tanti. Chissà che situazioni nuove troverà?

Eh sì perché anche ora "Quel vento soffiava di nuovo. Soffiava da dietro la tomba, con un piacevole profumo di pesche".

Le bambine si dicono elettrizzate. Roux decide di restare a casa. La monotonia gli piace più di qualunque altra cosa. I quattro anni che poi lui ha continuato a trascorrere a Lansquenet gli fanno percepire in tono minore il distacco che, invece, Vianne aveva cercato a tambur battente una volta cambiato il vento otto anni prima. Di conseguenza vivendo il ritorno con molta meno curiosità e sebbene Roux non ne parli mai, sapendo molte più cose e fatti di Vianne sul luogo e sui suoi abitanti.

 Vianne è una sorta di gitana. Anti-convenzionale capace solo con la sua presenza di "esserci" per tutti, sebbene certe volte verrà rimarcato nel libro, non tutti i destini potranno cambiare. Non radicalmente. Credo proprio perché le radici trattengano.

Vianne non ha radici. Pianta alberi che altri vedranno crescere. Non raccoglierà e non mangerà mai i frutti degli alberi che avrà piantato. Lo faranno altri per lei.

Semina semi che poi germoglieranno in bellissimi fiori che altre persone annuseranno, raccoglieranno per creare bellissime composizioni floreali da mettere nei vasi delle loro case. Vianne è una poetessa dell'anima. Una persona capace di ammaliare o essere odiata perché anti-convenzionale e senza schemi. Perché è una strega, una donna con poteri.

Ha cresciuto una figlia senza avere un marito. Che scandalo per quella piccola comunità. Una comunità che rammenta quelle piccole di ogni angolo del mondo, dove ogni esistenza è incasellata e deve per forza di cose essere incasellata nella giusta tessera. Se uno nasce bene muore bene. Se uno nasce sfigato muore sfigato. Le regole sono queste. Cambiarle impossibile a causa dell'elevato controllo sociale che assume varie forme. Quello del curato, oppure quello, più semplicemente, del giudizio della gente. Capace di schematizzare, distruggere, esaltare e sopratuttto mantenere entro i binari prestabiliti il solito tram-tram della vita.

Quando entra in gioco qualcuno come Vianne succede il finimondo. Lei è emancipata, ha visto e conosciuto angoli di mondo che tanta gente non potrà e manco forse vorrà visitare. Così porta un vento nuovo, un'aria nuova, idee diverse. Ha una chiave di lettura dell'esistenza che è originale, non scontata ma che raccoglie a sé gli insegnamenti magici che sua mamma le ha trasmesso. Una gitana. Adopera semplicemente linguaggi in parte magici e in parte dettati dall'esperienza. La mamma di Vianne era una strega e Vianne porta sempre con sé le sue ceneri, ovunque ella vada. Ha i suoi poteri di conoscenza sulle persone. Questo potrà aiutarle? E soprattutto: questo potrà aiutare lei stessa dal fuggire?

La gente, soprattutto a Lansquenet, dove il controllo morale e religioso è detenuto dal curato all'inizio è diffidente (parliamo di Chocolat), poi via via capisce che la donna è intelligente e inizia a darle credito.

Stavolta Vianne al suo arrivo potrà contare su alcuni amici.

Vianne decide di andare a abitare nella casa di Armande a Les Marauds, un luogo ora popolato da islamici.

"Le Marauds. È lì che cominciano i problemi. LeMaurads, dove è cominciato tutto".

La sua amica Armande le raccomanda il pesco: "Accanto a casa mia cresceva un pesco. Se vieni in estate, i frutti dovrebbero essere maturi e pronti per la raccolta..."

 Vianne scopre  presto grazie al parroco Reynaud che la comunità è divisa e che anche per lui il vento è cambiato e non è più lo stesso. Uno dei primi che Vianne incontra e che gli fa capire quanto siano difficili i rapporti con la comunità islamica, sebbene all'inizio, non fosse così. Un terribile segreto si cela infatti tra i suoi membri più influenti. Un segreto così terribili capace di provocare morte e distruzione.

Eh sì non mancheranno scene forti in questo romanzo, ma ce lo aspettavamo perché Joanne Harris  non lascia mai fuori anche i più torbidi e profondi sentimenti dell'animo umano. Qualunque questi possano essere. Disperazione, allucinazione, morte, omicidio, suicido, vendetta. E lo fa sempre in punta di piedi, analizzando vite, scrutando nelle loro anime e nei loro moti più ancestrali e reali che cosa alberghi dentro di loro. La realtà non è mai come appare. C'è sempre qualcosa in più da scoprire. Un velo da togliere.


Reynaud scopre di essere solo, sostituito da un parroco Pere Henry Lemaitre tutto: denti sbiancati, sorriso ammaliante, power point, "rimuoviamo le panche dalla chiesa e usiamo sedie". Modernità, svecchiezza, dimostrazione che due culture possono coesistere insieme sdoganando ogni buon senso. E vendendo le panche. Reynaud si sente un pesce fuor d'acqua. Ma ormai ha capito. Capito che essere un intransigente non paga.

Il mondo per Reynaud è così ribaltato. Lui, l'intransigente, lui che aveva additato Vianne come una donnaccia e una poco di buono perché senza marito e con una figlia. Lui che predicava tanto la morale, digiunando forzosamente per non entrare in tentazione. Lui...Accusato di reati immondi. Lui che adesso rischia di perdere la sua parrocchia nel piccolo paese. Lui così diverso e cambiato.


E quel nuovo parroco può soffiargli la parrocchia se solo venga accusato dell'incendio alla Chocolaterie che una volta era di Vianne e dove ora vive e aveva istituto una scuola islamica la misteriosa signora musulmana con una bambina sempre al suo seguito. Ma chi è quella bella donna intensa che non rivolge parola mai a nessuno? Il diavolo forse?  La Donna in Nero. Comunque, qualcuna ben più tenebrosa di Vianne, della sua cioccolateria e della sua magia.

Vianne pensa al suo arrivo: "Mi sento divisa come non mi sono mai sentita. ...Forse perché il villaggio ora è diviso fra due mondi: uno nuovo e multiculturale, uno conservatore come solo la Francia rurale può essere..."

Inizia a spirare l'Autan Bianco che la superstizione del luogo voglia che porti follia in un uomo o definitiva cacciata dei suoi demoni.

Tempo di Ramadan per le vicine di casa musulmane di Vianne. Omi una vicina anziana spiega: "A Ramadan tutti digiunano ma pensiamo sempre al cibo, compriamo cibo, prepariamo cibo, offriamo cibo ai vicini, sognamo perfino cibo....Dolci marocchini: amaretti, corna di gazzella, meringhe alle mandorle e chebakia".


Vianne pensa a questa donna come fosse la sua vecchia amica Armande: " Appetito per qualsiasi cosa, cibo, bevande, pettegolezzo, vita..."

I problemi nella locale moschea con minareto tanti. Di recente era stato destituito il vecchio capo per dare voce a uno più giovane (un pò quello che è successo a Reynaud alla fine). Ma chissà se queste nuove risposte saranno efficaci oppure no?


Intanto Reynaud salva dal suicidio una ragazzina poco più grande della figlia di Vianne. Un detto islamico recita che 


"Quando viene il Ramadan i cancelli del Paradiso sono aperti e i cancelli delle fiamme dell'Inferno sono chiusi, i diavoli incatenati".

Il momento propizio per togliersi la vita insomma....Alyssa il nome della ragazza, spaventata a morte finisce in incognito (per quanto le notizie possano restare tali in un piccolo posto) a casa di Vianne. Portata nientemeno durante la notte da un confuso e infradiciato Reynaud il tizio che le ha salvato la vita gettandosi nell'acqua.

Ammetto che mi ha divertito tanto il cambio di rotta del curato del paese. Di certo il personaggio più comico e veramente cambiato di tutto il libro. Che, nientemeno finirà perfino per essere imprigionato...Ma non voglio svelarvi troppo.

Quello infatti sarà il punto culminante della storia e il povero Reynaud nella tragedia finirà per assumere un ruolo comicissimo. Suo malgrado.

Intanto Vianne traccia un resoconto spietato degli otto anni trascorsi mentre osserva con sempre maggior stupore la figlia allora così piccina.

"Otto anni più vecchi ma cosa è cambiato? Non si è salvato nessuno. Qualche girovita che si espande, forse, il calore passeggero dei ricordi. Tutti quanti solo dei nomi sulla sabbia soffiati via dal vento impetuoso".

Già. Qualcuno lo ha detto: da questo gioco non se ne esce vivi. La cosa in fondo dà sempre una certa e maggiore tranquillità. Conosciano l'inizio e la fine, non quello che cosa starà nel mezzo, che cosa ci riserverà la vita, beh quello no. È la sorpresa dell'esistenza. Dell'esserci.

Vianne comprende... "Certe cose, certe persone non si possono salvare. C'è un limite a quello che può fare la buona volontà. Possiamo essere solo così come siamo fatti non come gli altri si aspettano o sperano..."


Come prepara la confettura di pesche dall'albero di Armande la nostra Vianne: "Zucchero da confettura (lei usa quello contenente pectina, addensante) - una pentola di rame, vasetti, cannella e pesche. Lavate le pesche e estraete i noccioli. Lasciamo riposare le pesche per una notte. Un chilo di zucchero per ciascuno di frutta. Le affettiamo nella pentola di rame, il rame e il migliore per la cottura perché si scalda più rapidamente. Aggiungiamo lo zucchero. Poi con un  cucchiaio di legno lo schiacciamo nella frutta. Adesso aggiungiamo la cannella. Stecche, non polvere, spezzate a metà".


 "La marmellata è migliore in inverno, quando le notti sono lunghe, nell'aria c'è la gelata e  ogni vasetto è come aprire un raggio di sole".

Roux ritorna. Come il vento dell'amore farà parte dell'avventura vissuta da Vianne a Lansquenet e sarà una sorta di eroe al termine della storia.


Una storia che, sebbene nasconda retroscena incredibili, soluzioni drammatiche dettate da lotte contro pulsioni insane, vi lascerà incantati dalla magia di personaggi privi di età.

Ines la Donna di nero velata dirà a Vianne una volta: "Vedi, non siamo tanto diverse in fondo. Alcuni di noi si scelgono la propria famiglia. Altri vengono scelti. E a volte la scelta che dobbiamo compiere è tra due metà di un cuore spezzato".


Roux secondo Vianne: "Roux non ha mai difficoltà a dormire... Se fosse una carta dei Tarocchi, sarebbe il Matto che fischia al cielo, le stringhe delle scarpe slacciate, dimentico di ogni ostacolo, il Matto che dice sempre la verità a volte senza neppure saperlo".


Il passato: "Uno straniero crudele che ci segna tanto quanto cerchiamo di segnarlo".

Che cosa farà Vianne a storia conclusa? Intanto andrà a una festa tra maghrebins e abitanti del luogo. Poi, chi lo sa che cosa le chiederà di fare un'altra volta il vento? Restare o andare? Eterno dilemma della maga guaritrice di anime di Lansquenet.

Anna Maria Polidori





















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