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mercoledì, novembre 06, 2013

Francesco Sabatini: io, le zampogne e i vecchi strumenti musicali del tempo che fu

Tutto quello che avreste voluto sapere sulle zampogne e non avete mai avuto il coraggio di chiedere




Francesco Sabatini di Luco dei Marzi è un signore dal viso sorridente e quando proponiamo un'intervista ci accoglie nel suo stand a Pietralunga a braccia aperte. Ci fa accomodare e incominciamo un viaggio, con lui, nella storia più vecchia e ancestrale degli antichi (e moderni) strumenti musicali.





 Francesco racconta che ha aperto la bottega da liutaio a Luco dei Marzi solo quattro anni fa.



"La passione però per la falegnameria e per gli strumenti musicali mi ha accompagnato tutta la vita. Ho incominciato molto presto più o meno verso i 16 anni a andare a imparare da un altro liutaio".

Prima generazione. Come tanta gente abruzzese, i suoi genitori erano allevatori e poi agricoltori.


"A me piaceva l'idea di lavorare il legno e alla fine mi sono innamorato degli strumenti musicali".

A 18 anni ha comperato la prima zampogna.

Me ne parla? Mi ha sempre incuriosito molto.  Qual'è quella tipica delle vostre terre?



"La chiamiamo zampogna a zoppa o ciaramella. Viene costruita con un otre di pecora (pelle rovesciata; la lana sta all'interno).I fusi vengono costruiti con legno di ulivo mentre le campane  con quello di ciliegio.".

Ma quando vengono utilizzate durante l'anno le zampogne dalle vostre parti?


Guardi, sempre. Abbiamo un ballo che si chiama saltarella


a dove è necessario l'accompagnamento della zampogna. Quando una ragazza prende marito tanto per la serenata quanto per la cerimonia nuziale le zampogne giocheranno una parte importante. Inoltre sono presenti durante tutte le festività religiose.  Infine per la Pentecoste, per Sant'Antonio Abate, protettore degli Animali e durante il pellegrinaggio dal paese sino alla montagna. Sa: 40 chilometri l'andata e 40 il ritorno".

Mamma mia. Un bel pò di strada.

"Tendiamo a fare il pellegrinaggio a piedi almeno una volta nella nostra vita. Poi, se ci sono persone anziane, o oltra gente che non se la sente di fare quella sfacchinata ovvio che queste prenderanno l'automobile".

Francesco racconta che "L'uso della zampogna dalle nostre parti è conosciuto da oltre 500 anni".

Quanti abitanti fa Luco dei Marzi il suo paesino?

 "Siamo seimila".

Però Francesco non costruisce solo zampogne per persone del posto. "Sa: in tutta Italia ci sono ben  ventiquattro tipi di zampogne". Ci mostra quella calabrese. "Vede? In questo caso l'otre è di una capretta". Infatti è più piccola.

"Esatto. La pecora deve sapere, è utilizzata solo nelle zampogne dell'Abruzzo e del Lazio. Tipica della valle dell'Aniene".

Ma da dove deriva la zampogna e come è nata?

"Lo strumento risale ai Romani.  La cornamusa scozzese nasce grazie al triculus che  che venne portato da Giulio Cesare durante le sue spedizioni guerresche e la conquista dell'Inghilterra. Difatti la zampogna come strumento musicale è diffuso in tutta Europa. Spagna, Lituania, Portogallo, Inghilterra, Irlanda, Repubblica Ceca, tanto per citare alcuni Paesi. Pensi che lo troviamo perfino in Africa. È Presente in Marocco". 


Da un punto di vista musicale "Le zampogne arrivano sino a sei palme e differiscono per il materiale, il timbro e il suono".

Ci mostra un modello tedesco con pelle di vitello.

"Vede? Questo invece è in ebano e avorio sintetico. Una cornamusa svedese".

Altri strumenti cui lei è appassionato?

"La lira calabrese".
 

Francesco suona questo strumento musicale che è un antenato della chitarra.

Poi ci mostra la Sinfonia o organistrum.
 
 "Guardi: lo strumento musicale è diviso in due parti separate. In una  troviamo una ruota coperta di pece, nell'altra gli strumenti, tasti, che causeranno poi la vibrazione girando la manovella.

 

 Così, nasce il suono. In passato questo era uno


strumento diffuso in tutta Europa. La sua più diretta