200 Book Reviews Frequently Auto-Approved 2016 NetGalley Challenge Reviews Published Professional Reader

Thursday, July 17, 2025

Le Baiser de Claire di Yves Viollier

 Un libro di una preziosità rara questo scritto da Yves Viollier 


sulla storia di Santa Chiara e San Francesco, chiamato Le Baiser de Claire,

Il Bacio di Chiara, pubblicato da Les Presses de la Cité. 

Ci restituisce infatti un affresco fatto di sentimenti, prima ancora di personaggi che sono passati alla storia per il loro messaggio universale. È anzi, questa di Yves, una tenerissima storia d'amore e di scelte compiute per amore. Solo per amore.  

Il racconto di questa storia d'amore, viene affidata alla sorella di Chiara, Caterina, diventata poi Agnese, una volta entrata anch'ella, nell'ordine delle Clarisse.

Chiara era destinata a Francesco. Lo ama infatti sin da piccina e dice sempre alla sorella Caterina,  che da grande (più o meno si era grandi a 14 anni e pronte per il matrimonio) lo sposerà, perché è bellissimo ed è chi vorrebbe con tutto il cuore.

La sorella ci scherza su, ma Chiara ammira e desidera tremendamente quel bel ragazzo che ama vestirsi bene, che conduce una  gran vita mondana. 

Eppure, Chiara non dovrebbe desiderare Francesco, perché la sua famiglia è ancor più benestante dei Bernardone. Lei è destinata a qualcuno di ancor più importante. 

A causa di una guerra di Assisi contro Perugia, nientemeno combattuta a Collestrada, adesso località «famosa» semplicemente perché mèta di compere, le donne della famiglia si trasferiscono a Coccorano. 

Lì fanno amicizia con diversi locali, incluso un bambino fragile...

Una volta calmate le acque, alcuni prigionieri vengono tenuti nelle mani dei nemici. Tra questi c'è Francesco, che proprio non sta bene. Comincia a sviluppare una brutta febbre e diversi altri malesseri. Sarà proprio quest'esperienza di dolore e malattia che cambierà definitivamente il carattere di questo giovane, descritto come un bellissimo ragazzo. 

Comincerà a vivere come un eremita, a cantare. 

Viene definito un pazzo dalla gente del posto. 

Abbraccia i lebbrosi, accoglie i poveri, cosa che manda su tutte le furie il padre. In una sorta di processo pubblico (il ragazzo rivende le sue vesti e gli oggetti di valore per poi donare ai poveri i proventi) Francesco si spoglia di tutto quello che ha, decidendo di condurre una vita ispirata a Dio ed ai poveri. Lo shock per la città e per la sua famiglia, capirete bene da voi, è immenso.

Chiara vive questa scelta di Francesco come farebbe una sposa con il marito. Inseguirà Francesco nel suo progetto di vita. Se necessario andrà in capo al mondo per lui.

Di una cosa è certa: non lo perderà.

Ha i suoi pensieri Chiara, perché  ora a 14 anni viene promessa sposa del Conte di Lombardia e il loro matrimonio deve celebrarsi in autunno. La famiglia di Chiara si frega le mani: è un ottimo affare per entrambe le famiglie. Nessuno però, ha messo in conto l'amore e la devozione di Chiara per Francesco. 

Lo va a trovare con Caterina. Francesco è brusco, diffidente. Che ci fa qui una ragazza così benestante? Che vuole? Chiara gli spiega che vorrebbe seguirlo. Lui vede la cosa con scetticismo. «Sei una donna». 

Ma Chiara gli fa pensare che le donne servano nel suo progetto. 

Francesco acconsente. Una notte Chiara e sua sorella scappano di casa per ritrovarsi alla Porziuncola, dove i capelli della ragazza verranno tagliati: verrà rivestita di altri abiti, e diventerà di fatto, sposa di Dio, scappando subito dopo per non essere rintracciata dai genitori e dai parenti imbufaliti per la cosa.

La scelta ormai è fatta. 

Anche Caterina deciderà di seguire la sorella. Piangerà tante lacrime per questa scelta, che, nel suo caso, chissà? ha riguardato più che mai l'affetto che la lega alla sorella. È stato comunque un progetto di vita felice. Gli anni passano, c'è tanto da fare ma  Chiara si lamenta perché Francesco fa l'uccel di bosco.  

Non ricevono sue visite, ma pare che ami intrattenersi a Roma da una signora che cucina ottimi manicaretti. Chiara glielo rinfaccerà! 

Francesco resta di salute cagionevole, sebbene avrà modo di compiere importanti viaggi e facendo da paciere. 

Un giorno lo trovano che compone un Cantico, quello che per noi è passato alla storia come quello delle Creature.

Francesco vive un rapporto speciale e simbiotico con tutto il creato, con tutte le creature di questa terra.

Un giorno Chiara gli fa notare che occorre mettere per iscritto qualcosa che riguardi le norme comportamentali e religiose dell'ordine femminile: all'inizio Francesco è scettico, ma poi accetta. 

I primi tempi per Chiara sono stati di curiosità: chissà se altre ragazze si sarebbero unite a loro due? La prima di Gubbio si chiama Catina ed è una ragazza estremamente robusta.

La vita scorre e viste le condizioni di Francesco, Chiara gli propone di creargli una stanzetta da loro. Ma Francesco pensa che ancora non sia il momento di staccare. Nel 1224 sorgono problemi ai piedi ed alle mani: le stimmate che daranno ulteriori tormenti a Francesco. Ormai continua le peregrinazioni solo in Italia.

Molto malato, ad un certo punto sarà proprio il Papa a pretendere di farlo curare in una struttura. Francesco acconsente, sebbene la sua fine non sia lontana. Lo strazio di Chiara comincia quando Francesco si aggrava. Sta male pure lei, deve allettarsi. È come se i due vivano la sofferenza come fossero un corpo solo.

Quando Francesco muore, Chiara è straziata. Ha seguito il suo amore sino alla fine, in questo viaggio terreno, che, chissà? avrebbe immaginato diversamente da principio.

I dolori passano con la morte di Francesco, per poi ritornare. Chiara morirà poco dopo Francesco, seguendo questo suo dolcissimo e tenero amore nell'aldilà.

Oh, è un libro, questo di Viollier, che ho amato tantissimo perché ci cala in una storia umana, prima ancora che religiosa e in una devozione per l'altro che ha significato per Chiara lasciare tutto ed abbracciare con gioia, il nuovo percorso che Francesco aveva pensato per se stesso. Yves ci spiega tra le righe las potenza dell'amore che rompe tutti gli argini e non sente ragioni, ma anche come una scelta radicale non porti sofferenza se fatta per amore.

Solo un francese  poteva restituirci un quadro così bello, amabile, sereno, umano di due giganti della religione cattolica visti come due ragazzi comuni che hanno iniziato un percorso di vita, Francesco con amore e Chiara per amore, adesso, seguito da migliaia di persone in tutto il mondo.


Per amore.


Spero con tutto il cuore che il libro trovi una casa editrice in Italia che lo pubblichi. 


Anna Maria Polidori 




Wednesday, June 25, 2025

Something to Look Forward To by Fannie Flagg

 I start again to tell a big thank you to Penguin Random House for being invited to read thanks to NetGalley the latest book by Fannie Flagg.


"Something to Look Forward To"


opens with the Special Agent William Frawley, an U.F.O. sent  on Earth by the Chief Galactic Observer of Planet 8626. 

Of course the name and shape of that U.F.O. is not similar to the one of a human being so it was necessary a transformation.

Apart the story of William, our U.F.O. who once arrived on Earth will make good friendship, what I absolutely find great is the story of Darla Womble for example. 

Darla once discovered that her body and face was  not as fresh as in the past, but she wanted to hook up with a guy: so she booked several plastic surgeries in a clinic in Mexico, telling this just to a good friend. Once disappeared, a lot of relatives thinking that she was dead started to depredate the house, the garden: just a niece started some researches without to pretend anything, but seriously worried for her aunt.

When people will discover that their beloved relative was alive, panic!!!

Darla would have then understood who would have deserved her things, once gone.

The Honey Bee Café will tell us something else: how precious can be places and what people can do for not lose them.

But it's Welma that permitted me to rediscover the warm of the South of the USA, letting me show also, thanks to these chapters, the profound differences existing in the USA.

We all know that the South of the USA is conservative: life goes on with calm. Welma's problems were some animals, that  sometimes entered in her kitchen. She had her own habits and she lived a satisfying existence.

She had a niece in Hollywood, Cathy. Cathy was modern as the rest of people of her age are. She ate only vegan, she taught yoga, living in an environment in which perfection was normality. So Welma didn't understand the profusion of modernity she told her, like speaking by FaceTime for example.

The biggest problems experienced with Cathy? 

When Cathy wanted to afford to Kansas after that COVID had kept everyone distant by her family. Her daughter joined a movement in which the nana had to call her Gandalf, not anymore Julie-Ann. 

The opinion of Cathy regarding her granny was that she hadn't never had the possibility to change her existence, and that she was absolutely alone, when Welma was conducting not just a beautiful life, but satisfying, with a lot of people caring her her, supporting her, loving her...forever.

So powerful, shocking, absolutely stunning! a gem, a masterpiece, the story of Helen, devoted wife of a doctor. She sacrificed her career for following him. They had had two daughters and life sounded good enough. Then the crisis of middle-age, the doc. fell in love for a 20 and something girl new secretary. Helen started to following them, to be present, although they were separated, with affection: too much affection. I thought that this woman was wonderful in doing this...I cannot spoil too much. Oh, read it, it's simply enchanting! One of the best stories of this book. I think, the best one!

What I found in particularly fascinating in the latest book by Fannie Flagg?

It kept me calm, it let me re-enter in connection with the South of the USA, their traditions, their customs, their way of thinking and believing, their food: it relaxed me. This book, in particular in this moment so difficult for the world can be good to understand that life can be simply different, can be...normal, and that, after all, it's just a story of...perspectives.

A book that will tell you discover that there is a lot of goodness in this world! And that we can be part of it.

Reading Fannie Flag''s books, in fact, will permit to readers to understand how to live a satisfying and honest existence in little and big places, as well observing the differences and concepts existing if you live in a big and modern city or in a rural center somewhere in the profound South of the USA.

Fannie is a person in grade to paint every situation with goodness and wonderful knowledge of the human soul, teaching us integrity, honesty, good feelings.

Highly recommended book! To everyone.


Many thanks Penguin Ramdom House and Netgalley!


Anna Maria Polidori

Wednesday, June 18, 2025

Il Mago e La Morte di Hermann Burger

 Leggere Il Mago e La Morte di Hermann Burger


è  un vero tour de force. Quando ho richiesto mesi fa questo libro all'Orma Editore, l'ho fatto perché la promessa era quella di un lavoro estremamente umoristico ed io avevo un gran bisogno di ridere e sorridere considerando tutto quel che mi stava accadendo. Che poi, per dirvela tutta, la vita a volte offre spunti interessanti di risate e sorrisi a non finire, anche quando ci sono problemi, perché non è mai a senso unico e ti permette molteplici letture.

Comunque...

Il sorriso arriva grazie al ragionamento e ad una conoscenza dello scibile umano immane da parte dell'autore. Non voglio illudervi: non avete di fronte a voi Zia Henriette di Ferdinand Grimm. Questo libro è tutt'altra cosa. 

Mi è piaciuto tanto il racconto su Houdini e poi vi voglio segnalare Il Servo D'Orchestra. Dopo la morte di Urfer, la Civica filarmonica ricerca un altro con le sue competenze. E qui lunga digressione del protagonista del racconto per poi approdare alla considerazione che lui non ha il minimo orecchio musicale, ma meglio così!

C'è poi la storia di una dentiera finita a male e della vendetta dell'operaio sulla corte, che non voleva risarcirlo e dell'avvocato che intendeva spillargli tanti soldi: di chi ha l'artrite ma almeno resta ben sveglio per lavorare... 

Se amate unire lo humor alla densità intellettuale queste storie vi piaceranno. Anzi: ne resterete conquistati.


Anna Maria Polidori 


Wednesday, June 04, 2025

1940, Il Grande Esodo della letteratura in fuga da Hitler di Uwe Wittstock

 1940, Il Grande Esodo della letteratura in fuga da Hitler di Uwe Wittstock è un libro nato da una ricerca scrupolosa basata su materiali scritti, quali diari, lettere, scritti dei protagonisti durante quei frenetici anni che hanno permesso una ricostruzione fedele dei fatti. 


In


questo nuovo libro di Wittstock, - il precedente è stato 1933. L'inverno della Letteratura -sempre edito da Marsilio e dal costo di 20 euro, l'autore traccia le esistenze, le avventure e disavventure principalmente di autori tedeschi che avevano deciso di rifugiarsi in Francia gli anni prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, in cerca di quella pace e di quella libertà che Germania stava perdendo. 


Purtroppo era stata fatta una scelta infelice, perché, ben presto, solo nel 1940, la Francia decise di arrendersi alla Germania, di fatto consegnandogli il Paese. Parigi, dove moltissimi dei personaggi che seguirete, vivevano, tenteranno di raggiungere i luoghi più disparati. Molti di loro tenteranno la fuga nel Sud della Francia, dove ancora c'era estrema clemenza, e dove i tedeschi erano ben meno attivi che al Nord.


Il libro apre con il nostro protagonista: Varian Fry. Questo giornalista americano giungerà in Europa incaricato di traghettare letterati ed artisti con sede in Francia in Paesi vicini e più benevoli. 


Nato in una famiglia ben più che benestante, il ragazzo compie studi eccellenti ed entra in contatto ad Harvard con un ragazzo ebreo, che, come lui è appassionato di arte e letteratura. I due si fanno spedire L'Ulisse di Joyce, che era considerato per quei tempi materiale pornografico. I due decidono di creare così una rivista ad Harvard dove pubblicheranno quello che appariva essere moderno: i lavori di Joyce, quelli della Stein di T.S.Eliot. L'esperimento ha successo ed i due vivono il loro momento di gloria.


A guerra iniziata, invece, troveremo che Thomas Mann e il governo americano, tenteranno di fare di tutto pur di salvare la cultura e gli intelletti imprigionati in Europa perché ebrei. Condannati a priori.


Non parliamo comunque di poveri diavoli: non parliamo di poveri cristi, questo va detto. Ogni guerra ha i suoi costi tremendi e le persone comuni hanno la peggio perché purtroppo gli appigli sono ben pochi e le conoscenze per poter fuggire, ottenere passaporti o documenti falsi, se non si hanno soldi, inesistenti. Chi invece sta meglio, soffre di meno e può sperare di più. Avrà più case in più Paesi, amici che possono far in modo di salvarlo e spingerlo in situazioni meno rischiose. 


Tutti questi letterati hanno avuto o vivono ancora esistenze molto belle nel 1940 nonostante non amino farsi vedere troppo in giro. Pur tuttavia, sebbene vi abbia fatto un quadro confortante, la persecuzione potrebbe abbattersi o si è già abbattuta su di loro con internamenti nei campi (pensiamo ad Hannah Arendt, che poi è riuscita a fuggire ma, come vedrete, stessa sorte che è toccata a tanti altri). 


Tentare di scappare via appare più che salvifico. Ci saranno come accade sempre, reazioni esagerate, con persone che preferiranno concludere la loro esistenza con un suicidio, ma la maggior parte dei personaggi che troverete nel libro saranno salvati. Parliamo di Heinrich Mann, Franz Werfel, Walter Mehring, Natonek, Golo Mann, Lion Feutchwanger e tanti, tanti altri, intrappolati in avventure rocambolesche alla ricerca di quella libertà di parola e prima di tutto d'essere, perduta durante il nazismo. 


Fry riuscirà nel suo intento e come tanti altri passerà alla storia per aver salvato decine e decine di persone, in questo caso letterati e non solo. 


È un libro, questo, che vi farà pensare: incisivo e accattivante restituirà un pezzo di storia, forse, ancora troppo poco conosciuta. 



Anna Maria Polidori

Monday, May 12, 2025

Dimenticate di Viveca Sten

 I cold case sono i casi più interessanti. Perché, chiederete voi?

Semplice: sono irrisolti. Chi ha svolto precedenti indagini tanti anni prima non ci ha capito niente, e, superficialmente ha archiviato come casi di scomparsa o suicidio.

Per questo ho trovato molto interessante Dimenticate


di Viveca Sten, inviatomi da Marsilio. Un libro che, per gli amanti dei gialli di Viveca, o per chi apprezza il genere, vi appassionerà dalla prima sino all'ultima parola.

Tutto ha inizio quando un'impresa edile fa saltare un lotto di terra a Telegrafholmen  isoletta vicina a Sandhamn. Non possono credere ai loro occhi: c'è uno scheletro là sotto. Frammenti di ossa umane. Porco boia, che problema, pensano questi della ditta, mentre viene allertata la polizia. 

Ad interessarsi del caso, ritroviamo Thomas, Aram, Margit e un'insolita Nora Linde, pm, che, buffissima, vi farà sbellicare dal ridere! 

Thomas adesso è un po' ai ferri corti con Pernilla sebbene continui ad amarla; Margit invece ha problemi professionali; Nora non riesce ad uscire da un trauma professionale e beve. Vi farà morire dal ridere, perché riuscirà a creare situazioni che nella loro tragicità hanno un elevato tasso di comicità. E in una storia di omicidi buttarla a ridere qualche volta fa proprio bene!

Brava Viveca!

Allora: Margit e gli altri decidono di ridurre il raggio d'azione per circoscrivere le possibili scomparse che possono fare al caso loro. Emerge così che 10 anni prima sono scomparse due donne: una signora sposata, Siri, ma in crisi col marito, ed una seconda, una bella ragazza, Astrid, di 18 anni. Tempistica identica, stessa incertezza sulla fine. Mai ritrovato un corpo, le indagini non portarono a niente.

Astrid era stata la babysitter di un figlio di Nora, e questo spingerà la Linde ad investigare. 

Una scomparsa ben difficilmente è quel che sembra: dietro ci sono tanti sentimenti che interagiscono insieme. Dall'affetto all'odio, dalla paura, al caos interiore, dalla gioia alla disperazione.

Per questo, in ogni libro di Viveca quello che può apparire scontato, a volte nasconde tutt'altra verità ed un finale che sorprende. Perché, dopotutto, la vita è così.

Astrid ad esempio non ha un buon rapporto con la madre e il suo convivente: Siri cornifica il marito, vive sulle nuvole e si complica l'esistenza in maniera aberrante.

A volte possono essere i sogni non appagati a condurre alla morte: altre volte invece la libertà e la serenità possono essere raggiunte grazie alla sofferenza che spinge a ricominciare.

Scrivere di un giallo è sempre un lavoro difficile perché è importante non dire mai troppo.

Posso, come ho sempre fatto con gli altri lavori di Viveca, suggerirvi caldamente di leggere questo libro perché è incredibile, perché non mancheranno momenti esilaranti, scene comicissime e perché è una lettura piacevole e veloce.

Anna Maria Polidori 



Friday, March 28, 2025

Zia Henriette di Ferdinand Grimm

 Hai capito tu i Grimm! 

Questi due distinti signori, Wilhelm e Jacob, creatori di favole incredibili, avevano una pecora nera in famiglia. 

Qualcuno che avrebbero preferito non ostentare, non sbandierare. 


Perché questa avversione per un fratello?  Tutto accade in un impeto di allegria e confidenza. 

Ferdinand ammette il giorno di Natale, questo il nome della vergogna di famiglia, del fratello terribile dei due Grimm, di essere omosessuale. 


Apriti cielo! I due rispettabili e stimati fratelli vanno in escandescenze. Questo no! Peggio che immaginare un terribile finale per le loro favole: peggio, molto peggio che pensare ad Hansel e Gretel arrostisti dall'adorabile strega cattiva.

Ferdinand dopo la tremenda confessione, cambia decisamente aria e per tanti anni lavora a Berlino presso un editore molto noto. Ferdinand non è manco troppo gestibile. Ha le sue idee. È così diverso dai suoi  fratelli, così prevedibili. Lui ama  l'incerto. Ha uno spirito errabondo.


Oh, non dovete immaginare che Ferdinand sia stato da meno dei suoi più famosi fratelli, anzi: anche lui pubblica libri di favole sotto pseudonimo, si circonda di intellettuali di primo piano, stringe amicizie eccellenti. Solo...Non riuscirà mai a diventare come i suoi fratelli. La bassa considerazione che i due più noti fratelli nutrono per lui lo stritola facendolo scivolare nella più totale oscurità.


Dopo una serie interminabile di anni in cui il ragazzo sta lontano dagli amati fratelli comprensivi ed accoglienti, giunge il momento in cui fa ritorno a casa, perché ha perso il lavoro. I fratelli Grimm non lo accolgono a braccia aperte: anzi, covano diffidenza. 


Anche loro hanno vissuto traumi: scomparsi i genitori, Wilhelm si sacrifica sposandosi con Henriette Dorothea Wild per far sì che il ménage familiare che i fratelli hanno conosciuto possa continuare fluidamente.


La cosa non sfugge a Ferdinand. La pecorella nera ama fare lunghe passeggiate, ammirare le cinciarelle,  perdersi nei suoi pensieri.

Ma, rimuginando, Ferdinand non può non vedere cosa accade dentro casa e pensare...

Pensare ad Henriette, come fosse una cara, devota zietta.


Zia Henriette!



Nasce così questo libriccino pubblicato da L'Orma Editore. 

Credetemi quando vi dico che vi farà scompisciare dal ridere! 

È spassosissimo. Henriette viene descritta come una cara signora. Da ragazza corteggiata da una sfilza di fratelli.

Interessanti le considerazioni di Ferdinand sul matrimonio.  Ragazze belle e innamorate pensano che il loro cavaliere rimanga sempre così, che nulla muti. Ma, una volta sposate e arrivati i figli tutto cambia. 

I loro mariti continuano ad andare al lavoro svagati : alle donne sono lasciate le incombenze più pesanti e i pensieri più assillanti, figli in primis. I due coniugi cominciano così a vedere il mondo diversamente: la donna non è più intellettualmente in sintonia col suo partner, perché non può star dietro a quel che dice lui, tutta presa com'è dalla gestione familiare della casa e dei loro pargoli. Ragiona, per forza di cose, diversamente.

Gli uomini , in questo caso parliamo di persone che svolgono lavori intellettuali,  sono persi ad immaginare l'arte, o qualche nuovo progetto esattamente come quando ancora celibi. 

Da ragazza la zia Henriette avrebbe voluto vivere una vita più interessante, immaginando incendi per poter vivere l'ebbrezza di un'emozione. 

Che bella descrizione del genere umano fa Ferdinand di tutti coloro i quali si fermano dalla zia o partecipano alle sue feste, per non parlare dei pettegolezzi quando le donne di servizio fanno le pulizie.  Escono fuori storie eccitanti e sentite. Quando poi le donne cominciano a condividere gli alcolici ce ne è proprio per tutti i gusti! 

Questo piccolo libriccino di nemmeno 80 pagine, viene pubblicato a puntate sulla rivista "Mitternachtzeitung fur gebildete Stande". 

Zia Henriette o Tante Henriette diventa per Wilhelm e Jacob, l'occasione per allontanare definitivamente il fratello dalle loro esistenze. Sarà solo Jacob, che, andrà a trovare Ferdinand una volta malato e morente al suo capezzale. 


Godetevi questo libretto. Ne vale la pena, credetemi!


Anna Maria Polidori


Tuesday, March 25, 2025

La Vita Migliore di Etienne Kern

Finalmente ci sono riuscita! Mesi fa Etienne Kern mi aveva inviato il PDF del suo nuovo libro La Vie Meilleure. Ero fiduciosa: l'avrei letto al volo. Poi, ne sono successe di cotte e di crude e non ce l'ho fatta più. Il libro di Etienne, in Francia edito da Gallimard col titolo: La Vie Meilleure è solo uno dei tre o quattro che ho in PDF.  

Una serie di eventi poco felici non mi ha più permesso di sedermi con calma per analizzare libro alcuno. 

Così, una volta uscito in Italia pubblicato dall'Orma Editore col titolo: La Vita Migliore 


l'ho richiesto e letto in poche ore. Ricordavo che in originale ero arrivata a una quarantina di pagine circa. Ho riannodato il tutto ed ora eccoci qui avec monsieur Emile Coué, creatore del pensiero positivo, un grande motivatore.

Perfino John Lennon in una sua canzone cita le parole di Coué: "Close  your eyes, have no fear, the monster's gone...Before you go to sleep, say a little prayer. Everyday, in every way, it's getting better and better":  Ogni giorno, da ogni punto di vista, in ogni modo, vado sempre meglio".

Nasce in un piccolo paesino, Troyes, il nostro uomo e poi  a Parigi ottiene la laurea in farmacia. Diventa così il farmacista del paese. È per puro caso se la sua vita devìa dalla cosidetta retta via: per Coué il caso non esiste, ma certo, se non fosse stato per quella donna....

Una sera una signora entra in farmacia e chiede del laudano a Emile. Lui non può dare quella medicina senza ricetta. La signora insiste, così lui, nel retrobottega le prepara un farmaco placebo che, guarda caso, funziona da Dio.

Emile resta basito ed affascinato dal potere della mente e delle finzione: una cosa che viene spacciata per vera funziona allo stesso modo di un medicinale.

Così contatta degli ipnologi, e comincia un'avventura che però lo soddisfa poco. Comprende che è l'attitudine alla vita, prenderla positivamente, che può fare la differenza.  Non cura,  no. Quello su cui agisce la filosofia di vita di Coué o meglio il suo metodo, è la mente: un'attitudine positiva nei riguardi della vita può fare la differenza.

Sposato con Lucie, i due avrebbero voluto una famiglia numerosa, ma è andata diversamente. 

Accanto a questa storia, principale, che vi riserverà una biografia completa ed al tempo stesso la storia della vita di quest'uomo filtrata dallo sguardo compassionevole del romanziere, c'è anche quella di due persone, amiche di famiglia di Etienne Kern, Iréne e André Guidetti. Avevano perso il loro figliolo all'età di 4 anni. Rimaneva una figlia. Hanno tirato avanti. In particolare Iréne, rcconta Etienne, era capace di reinventarsi la felicità, la positività. Non c'era più una certa situazione? Bene:  andava bene, era contenta lo stesso. Mi sono piaciuti tanto questi coniugi. Etienne li ha descritti con estremo amore e affetto essendo loro vicini di casa, con cui è cresciuto insieme.

Per le ricerche Kern si è recato a Nancy dove tuttora Coué viene celebrato e ricordato con un monumento e, con sempre nuovi discepoli che tentano di instillare nelle persone una sana attitudine positiva nell'esistenza. Tanto, se accade un fatto brutto ed inaspettato, non è forse meglio prenderla per il verso giusto? Così tutto si aggiusterà prima.

Scritto con grande poeticità, ve lo raccomando tantissimo. È tradotto divinamente. Ve lo dico perché ho anche la copia francese. L'italiano restituisce tutto il pathos, la raffinatezza espressiva di Etienne.

Conosco molti motivazionisti, in particolare americani, faccio parte del gruppo online Action for Happiness, ho letto un tomo di Milton Erikson, ipnologo americano di circa 800 pagine quando avevo 17 anni: ho letto Freud, Jung, Psicocibernetica di Maxwell Maltz, i libri di Jacqueline Pirtle, quelli del reverendo Norman Vincent Peale  ma non conoscevo Emile Coué, dico la verità. Una scoperta meravigliosa che aggiungo tanto volentieri allo stuolo di motivatori positivi, che cercano di stimolare le persone a dare il meglio di sé, a vivere pensando al bene ed alla felicità, piuttosto che alle amarezze della vita, che, alla lunga, quelle sì, possono farci stare male..

Ringrazio l'Orma per la copia fisica, calda ed avvolgente.

Anna Maria Polidori