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Friday, November 28, 2014

Grazie Flavio...Anceschi!

 Grande show stasera su RAI UNO ad Affari Tuoi ricordando Gubbio e la fiction di Don Matteo



"Stasera gioca con noi Tiziana detta La Roccia da Gubbio", "Un saluto a tutti gli amici di Gubbio", "Quanti ricordi belli ho di Gubbio e dei miei tanti amici di Gubbio dove ho trascorso anni bellissimi, per girare diverse serie di Don Matteo". "Bello il teatro di Gubbio". "Se non siete mai stati a Gubbio ve la raccomando caldamente perché perdereste molto a non visitarla". Al termine: "Stasera lascio simbolicamente con te, Tiziana, Roma per tornare a Gubbio". Questo signori è stato Flavio Insinna giusto poche ore fa nel suo spettacolo quotidiano: Affari Tuoi in onda su Rai Uno dopo il telegiornale delle 20.


Giocava l'Umbria con la signora Tiziana, ex postina in congedo anticipato a causa di un brutto incidente: "Un frontale con un camion, ma non ricordo niente per fortuna". Tanti mesi di ospedalizzazione e varie operazioni cui si è sottoposta e altre due ancora da fare. "Quando sono tornata a casa mi sono venute a trovare qualcosa come 44 persone in un sol giorno. Per i miei è stato un pò estenuante ma che bello vedere tutto l'affetto della gente e degli abitanti di Gubbio".

La signora al termine ha vinto 50.000 euro andando a vedere il pacco. C'erano in ballo 50.000 euro, 100.000 euro e un'offerta che stava a metà e era forse la più succulenta: 67.000 euro. Ma chi va a Affari Tuoi ci va per concretizzare un sogno e la nostra Tiziana, animo pacioso, sguardo rassicurante,  comunque non è stata da meno.

Il vero show, Tiziana a parte è stato quello di Flavio che ha rilanciato una protagonista di primo livello: Gubbio. Per ben otto volte la città protagonista grazie alla Lux Vide di Don Matteo, con Terence Hill, Nino Frassica e, nelle prime serie, Flavio Insinna nel ruolo del capitano Anceschi.

Meglio, molto meglio di uno spot pubblicitario o di una campagna atta alla promozione della città quella messa inconsciamente in atto da Flavio Insinna stasera.

Flavio infatti è sinceramente innamorato della gente di Gubbio e della città che gli ha donato notorietà e successo e ci torna sempre con tanto affetto. E si percepisce lontano mille miglia.

Un giorno Flavio mi disse: "Appena posso lascio Roma, vengo in un albergo di fiducia a trascorrere del tempo da voi. Amo questa città".

Mi sento molto legata a Flavio perché questo attore di risonanza nazionale è stata la mia prima (e al momento ultima) intervista vis a vis. La periferia offre pochissime occasioni succulente.

Fu molto adrenalinica la cosa perché incrociai vicino alla farmacia dell'ospedale il giorno prima dell'intervista, Flavio. Parliamo del 2005. Lo avevo già incontrato prima e è una delle persone più disponibili che possiate trovare sulla faccia della Terra. Così gli chiesi un'intervista: "Non c'è problema, facciamo domani alle 2. Carta stampata o tv?" Gli risposi che si trattava di carta stampata.

Il giorno dopo mi riprecipito a Gubbio, con grande entusiasmo, stupenda giornata di sole, per scoprire con orrore che: "Oddio, mi ero dimenticato dell'intervista. Adesso non ho tempo devo prepararmi per la scena...."

Cielo, e adesso? pensai in preda al panico.


"Non c'è problema, senti sali con me sul trailer che mi devo truccare. Intanto fammi le domande".


Meraviglioso.


Nel giro di dieci minuti siamo passati da Edmund Kean alla passione per la recitazione, la gita a Gubbio con i suoi da piccolo, sino alla bottega di Gigi Proietti, l'arrivo a Gubbio sotto la neve con la Lux Vide, pensando: "Oddio come andrà quest'avventura di Don Matteo?"

Avevamo completato poi fuori, bar Jolly, l'intervista. Flavio era truccato e pronto. Frassica stava salendo sul trailer.

Flavio mi voleva offrire qualcosa da bere: "Prendi niente? Che so: un succo di frutta, qualcosa, scegli tu..." Io me ne stavo lì pensando: "Madonna, mi tremerebbero troppo le mani" così risposi di no. Flavio insisteva. Io proprio non potevo.

Era un attimo che volevo godermi. Ancora alle prime armi, ragazza di campagna che sta intervistando uno degli attori di punta della fiction più amata dagli italiani.

Ero tanto, tanto emozionata.

Credo che per certe emozioni non ci sia prezzo e succo di frutta che tenga.


Alla fine gli chiesi una foto. Doveva scappare via. Ci siamo fatti scattare la foto da un ragazzino di una scolaresca, e poi Flavio ha posato per i ragazzini.





Flavio è come lo vedete in video. Un'allegria contagiosa, una marea di parole, un'intelligenza vivida, pronta, e scattante.


Grazie Flavio! Non ti abbiamo dimenticato.


Ti portiamo nel cuore anche noi per la tua generosità e affabilità!


Un grande abbraccio da Gubbio!



Anna Maria Polidori




Wednesday, November 26, 2014

Gubbio: giving and gratitude

 The latest updates of the newsletter from Laura Slattery coordinator of the Gubbio wants to focus on these two very important words: giving and gratitude



On November 11th the Gubbio Project of San Francisco, located in the Saint Boniface Church, Tenderloin, held the third Community Jazz Brunch.
Laura said us:"There were more or less 80 people involved in the project They enjoyed to sharing the brunch and at the same lite listening live jazz music. Music was performed by local musicians".
Laura wants to thank all the volunteers and the chefs: Chuck Yenson, Maureen Kelly and Mike Cliffe. Angela Oliva made more than 100 bracelets. Zendesk Inc. underwrote the event.


At the same time last month at the Gubbio partnered with Reverend Megan Rohrer of  SF CARES and with Project Homeless Connect,  took place an event for all the guests of the structure with some vision problems. All the exams were conducted of course completely free by an optometrist and free prescription eyeglasses available in a couple of weeks for 34 guests. Vision and Health Event organized the event.


 
Once a month Gubbio volunteers share their breakfast moment with guests sleeping in the benches. It's a story of good food and good chats, and a moment of relaxation and understanding for both the parts.


Last Christmas (not yet discovered the project for this Christmas at the Gubbio) warm homemade cookies were served in a daily base like also warm beverages.
At the Gubbio they all know how difficult can be Christmas for people in sufferance and in particular for the once living on the streets.
For all of you living in the area of San Francisco, if you can donate dough, baked goods please e-mail emmaf@thegubbioproject.org.



Anna Maria Polidori

Thursday, November 20, 2014

Marzia Gianotti: escono le edizioni Kindle internazionali di Papà ho Paura!

Marzia Gianotti, autrice di Papahopaura! ci fa sapere con grande eccitazione che il suo libro è uscito in formato Kindle da pochi giorni anche in lingua inglese Daddy I'm scared! e francese: Papà j'ai peur, in attesa dell'uscita in tedesco.

Per grandi e piccini questo libro analizza, tenta di dare risposte e sconfiggere la paura del buio, una delle più tipiche dei piccini (e non solo).


Anna Maria Polidori

Saturday, November 01, 2014

Assunta Nuni Radicchi. Un ciclone di eugubina e di...Zia!

 La scomparsa di Nuni Radicchi nel ricordo dei figli e della nipote


“Anna pensavo ti avrebbe incuriosito sapere che a Santa Cruz, California è morta una signora originaria di Gubbio”. Marie-Louise la mia corrispondente americana californiana aveva letto la storia di questa signora e  mi aveva inviato un messaggio al volo.

Comincia così, dalla segnalazione di Marie il nostro viaggio alla ricerca di Annunziata “Nuni” Radicchi. 

Abbiamo contattato le quattro figlie Rosa, Adele, Daria e Kathleen che ci hanno risposto entusiaste. Siamo rimaste al telefono per tanto tempo con loro. Mi hanno chiamato dagli USA e mi hanno spiegato perché la loro "Nuni" è stata per tutti loro così speciale.

Raggiunto i parenti eugubini.  Nuni morta a 87 anni il 27 gennaio 2012 nella solare località americana era nata il 22 aprile del 1924 a Iron Mountain, Michigan. I suoi genitori Dario e Virginia Manci emigrarono in cerca di fortuna. La famiglia tornò a Gubbio quando Nuni aveva appena due anni. Una  volta sposata con Nello Radicchi  decise di ritornare negli Usa. Era il 1948. Rosa la prima figlia era già nata. Lucia Manci Spogli eugubina descrive sua zia.  “Piena di vita, sorriso solare. Prima di andarsene dall’Italia aveva regalato al fidanzato di una nostra parente una maglietta con scritto: sei stato fortunato  a sposarti una Manci. Un ciclone di donna. A 75 anni faceva volontariato per le persone anziane, spesso molto più giovani di lei”. 

Coinvolta nelle più svariate associazioni Nuni era membro dei Sons of Italy e della Federazione Cattolica Italiana di Santa Cruz. Il lavoro: prima l’esperienza da Levi Strauss dove ha stretto amicizie lunghe una vita. Dopo alcuni conservifici come Pfeiffer, Stokely's, e Birds Eye Foods sino a approdare alla Lipton dove è rimasta altri diciassette anni. Fiera lavoratrice, manco a dirlo è stata uno dei membri più che attivi dei pensionati di questa multinazionale. Non solo: grazie a questa azienda Nuni ha scoperto il mondo del golf che ops, non si sa come mai, non l’aveva ancora sfiorata prima. Eh sì perché la signora era un vero portento. Bowling,  bocce. “Si figuri che pochi giorni prima che morisse era tornata a giocare alle slot machines a Las Vegas. Non le dico poi quanto amasse il poker!” Una così non poteva fermarsi qui. Amava l’opera, la musica, i viaggi, i nipoti, la famiglia e si circondava di tutte le sue numerose amicizie. “Cucinava una focaccia meravigliosa. Indimenticabili i fagioli con le cotiche che ci aveva cucinato quando siamo andati in America”. La saggezza: “Diceva: dalla vita ho ottenuto tutto. Dovessi morire domani cocca, saria contenta lo stesso”. Ma  a morire Nuni non ci pensava mica. 

“Eppure… Aveva stretto amicizia da 47 anni con Anna una signora ebrea vicina di casa. Inseparabili. Anna ha avuto un malore quando la zia si trovava all’ospedale lottando tra la vita e la morte. Kathleen la figlia non si è subito recata a soccorrere la vicina sua madrina perché doveva restare accanto alla madre. Non ci crederà: una volta arrivata da Anna qualcosa non l’ha convinta. Nessuno le ha aperto. Ha chiamato la polizia. Hanno sfondato la porta. Era morta.  A pochi minuti di distanza dal trapasso della zia. Sono state seppellite lo stesso giorno”.


Anna Maria Polidori

Angelo Zampini: Farla di Majano e Lerchi a ricordo di un valoroso sergente mitragliere

L'Umbria e il Friuli la chiedono a gran voce: una medaglia al valor militare per il valoroso sergente mitragliere



I rappresentanti della pro loco di Lerchi  anni fa erano tornati a celebrare il sergente mitragliere Angelo Zampini, morto eroe presso Farla di Majano, Udine, il 30 ottobre 1917 mentre lottava contro i tedeschi in trincea. Un viaggio in bus il 2-3 aprile aveva portato ben 55 cittadini umbri in terra friulana e dato inizio alle celebrazioni per l’inaugurazione del monumento voluto dall'allora sindaco di Majano Claudio Zonta per il nostro eroe.

Avevamo intervistato il sindaco Zonta: “Una reciproca attrazione con Lerchi. Angelo Zampini è amato da entrambe le parti. Dopo più di tre generazioni capire che la memoria per questo eroe è intatta soprattutto tra i giovani ci rende gioiosi. Siamo stati a Lerchi nel 2009 e sono diventato un grande amico di Ivo Alberti e Fabio Mambrini della pro loco”.

 Sindaco che cosa le ha insegnato la vicenda Zampini? “Una volta Angelo si fermò con dieci commilitoni a casa di una famiglia di Farla e chiese se potevano aver ospitalità per la notte. Pensi: il giorno dopo voleva pagarli. La famiglia rifiutò decisa. Lui allora rispose: “Dove andremo noi i soldi non saranno necessari”. Un secondo aneddoto: “Quando Angelo era in trincea ha commentato: Se tutti vanno via, povera Italia! morendo così da eroe”. L'ex primo cittadino rimarcava un fatto: “Durante la visita al cimitero, dopo le parole di convenuto sono rimasto toccato da Fabio Mambrini che ha chiesto di dire alcune preghiere”. Ha un sogno? “Vedere decorato Angelo Zampini, eroe ancora senza medaglia”.

Don Remigio Tosarotti, storico prete del posto, aveva co-celebrato la messa solenne tenutasi il 2 aprile alle 17 a Farla: “Angelo ha resistito nonostante i tedeschi gli avessero intimato: Arrenditi, buon italiano”. Don Domenico Zannier altro celebrante è anche scrittore e poeta e è stato candidato al premio Nobel da parte delle università di Salisburgo e Innsbruck.  Fabio Mambrini della pro loco nel discorso alle autorità di Farla: “Ci piace constatare come voi consideriate Angelo vostro figlio; avete per lui la stessa considerazione e attenzione che si ha per le persone care, consapevoli che il suo sacrificio non è stato vano. Angelo è per tutti noi un esempio da tramandare alle generazioni future. Il suo gesto ha risvegliato in noi un profondo senso civico in un momento storico dove i valori della nostra società vengono troppo spesso dimenticati o calpestati”.  Brunella, pro-nipote del tenente: “Nulla viene disperso dal tempo, perché quando compiamo qualcosa di buono, ci sarà sempre qualcuno che lo terrà nel cuore e ne farà esempio”.



Anna Maria Polidori