sabato, novembre 01, 2014

Assunta Nuni Radicchi. Un ciclone di eugubina e di...Zia!

 La scomparsa di Nuni Radicchi nel ricordo dei figli e della nipote


“Anna pensavo ti avrebbe incuriosito sapere che a Santa Cruz, California è morta una signora originaria di Gubbio”. Marie-Louise la mia corrispondente americana californiana aveva letto la storia di questa signora e  mi aveva inviato un messaggio al volo.

Comincia così, dalla segnalazione di Marie il nostro viaggio alla ricerca di Annunziata “Nuni” Radicchi. 

Abbiamo contattato le quattro figlie Rosa, Adele, Daria e Kathleen che ci hanno risposto entusiaste. Siamo rimaste al telefono per tanto tempo con loro. Mi hanno chiamato dagli USA e mi hanno spiegato perché la loro "Nuni" è stata per tutti loro così speciale.

Raggiunto i parenti eugubini.  Nuni morta a 87 anni il 27 gennaio 2012 nella solare località americana era nata il 22 aprile del 1924 a Iron Mountain, Michigan. I suoi genitori Dario e Virginia Manci emigrarono in cerca di fortuna. La famiglia tornò a Gubbio quando Nuni aveva appena due anni. Una  volta sposata con Nello Radicchi  decise di ritornare negli Usa. Era il 1948. Rosa la prima figlia era già nata. Lucia Manci Spogli eugubina descrive sua zia.  “Piena di vita, sorriso solare. Prima di andarsene dall’Italia aveva regalato al fidanzato di una nostra parente una maglietta con scritto: sei stato fortunato  a sposarti una Manci. Un ciclone di donna. A 75 anni faceva volontariato per le persone anziane, spesso molto più giovani di lei”. 

Coinvolta nelle più svariate associazioni Nuni era membro dei Sons of Italy e della Federazione Cattolica Italiana di Santa Cruz. Il lavoro: prima l’esperienza da Levi Strauss dove ha stretto amicizie lunghe una vita. Dopo alcuni conservifici come Pfeiffer, Stokely's, e Birds Eye Foods sino a approdare alla Lipton dove è rimasta altri diciassette anni. Fiera lavoratrice, manco a dirlo è stata uno dei membri più che attivi dei pensionati di questa multinazionale. Non solo: grazie a questa azienda Nuni ha scoperto il mondo del golf che ops, non si sa come mai, non l’aveva ancora sfiorata prima. Eh sì perché la signora era un vero portento. Bowling,  bocce. “Si figuri che pochi giorni prima che morisse era tornata a giocare alle slot machines a Las Vegas. Non le dico poi quanto amasse il poker!” Una così non poteva fermarsi qui. Amava l’opera, la musica, i viaggi, i nipoti, la famiglia e si circondava di tutte le sue numerose amicizie. “Cucinava una focaccia meravigliosa. Indimenticabili i fagioli con le cotiche che ci aveva cucinato quando siamo andati in America”. La saggezza: “Diceva: dalla vita ho ottenuto tutto. Dovessi morire domani cocca, saria contenta lo stesso”. Ma  a morire Nuni non ci pensava mica. 

“Eppure… Aveva stretto amicizia da 47 anni con Anna una signora ebrea vicina di casa. Inseparabili. Anna ha avuto un malore quando la zia si trovava all’ospedale lottando tra la vita e la morte. Kathleen la figlia non si è subito recata a soccorrere la vicina sua madrina perché doveva restare accanto alla madre. Non ci crederà: una volta arrivata da Anna qualcosa non l’ha convinta. Nessuno le ha aperto. Ha chiamato la polizia. Hanno sfondato la porta. Era morta.  A pochi minuti di distanza dal trapasso della zia. Sono state seppellite lo stesso giorno”.


Anna Maria Polidori

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