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sabato, novembre 01, 2014

Angelo Zampini: Farla di Majano e Lerchi a ricordo di un valoroso sergente mitragliere

L'Umbria e il Friuli la chiedono a gran voce: una medaglia al valor militare per il valoroso sergente mitragliere



I rappresentanti della pro loco di Lerchi  anni fa erano tornati a celebrare il sergente mitragliere Angelo Zampini, morto eroe presso Farla di Majano, Udine, il 30 ottobre 1917 mentre lottava contro i tedeschi in trincea. Un viaggio in bus il 2-3 aprile aveva portato ben 55 cittadini umbri in terra friulana e dato inizio alle celebrazioni per l’inaugurazione del monumento voluto dall'allora sindaco di Majano Claudio Zonta per il nostro eroe.

Avevamo intervistato il sindaco Zonta: “Una reciproca attrazione con Lerchi. Angelo Zampini è amato da entrambe le parti. Dopo più di tre generazioni capire che la memoria per questo eroe è intatta soprattutto tra i giovani ci rende gioiosi. Siamo stati a Lerchi nel 2009 e sono diventato un grande amico di Ivo Alberti e Fabio Mambrini della pro loco”.

 Sindaco che cosa le ha insegnato la vicenda Zampini? “Una volta Angelo si fermò con dieci commilitoni a casa di una famiglia di Farla e chiese se potevano aver ospitalità per la notte. Pensi: il giorno dopo voleva pagarli. La famiglia rifiutò decisa. Lui allora rispose: “Dove andremo noi i soldi non saranno necessari”. Un secondo aneddoto: “Quando Angelo era in trincea ha commentato: Se tutti vanno via, povera Italia! morendo così da eroe”. L'ex primo cittadino rimarcava un fatto: “Durante la visita al cimitero, dopo le parole di convenuto sono rimasto toccato da Fabio Mambrini che ha chiesto di dire alcune preghiere”. Ha un sogno? “Vedere decorato Angelo Zampini, eroe ancora senza medaglia”.

Don Remigio Tosarotti, storico prete del posto, aveva co-celebrato la messa solenne tenutasi il 2 aprile alle 17 a Farla: “Angelo ha resistito nonostante i tedeschi gli avessero intimato: Arrenditi, buon italiano”. Don Domenico Zannier altro celebrante è anche scrittore e poeta e è stato candidato al premio Nobel da parte delle università di Salisburgo e Innsbruck.  Fabio Mambrini della pro loco nel discorso alle autorità di Farla: “Ci piace constatare come voi consideriate Angelo vostro figlio; avete per lui la stessa considerazione e attenzione che si ha per le persone care, consapevoli che il suo sacrificio non è stato vano. Angelo è per tutti noi un esempio da tramandare alle generazioni future. Il suo gesto ha risvegliato in noi un profondo senso civico in un momento storico dove i valori della nostra società vengono troppo spesso dimenticati o calpestati”.  Brunella, pro-nipote del tenente: “Nulla viene disperso dal tempo, perché quando compiamo qualcosa di buono, ci sarà sempre qualcuno che lo terrà nel cuore e ne farà esempio”.



Anna Maria Polidori








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