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sabato, febbraio 15, 2014

Erica Arosio: la mia Milano tra passato e presente

Che belli dovevano essere i romantici navigli della Milano che fu



Il 10 febbraio  ho intervistato Erica Arosio, ex giornalista di Gioia! settimanale tra i più conosciuti in Italia. Avidissima divoratrice di films e libri, ha scritto per decine di riviste prestigiose sul cinema tra cui citiamo solo per menzionarne una: Cineforum e intervistato pensiamo senza essere smentite dall'interessata tutti i possibili più grandi divi italiani e esteri.

"Ho chiesto il pre-pensionamento, voglio darmi alla scrittura a tempo pieno

ci ha detto tempo fa.

Autrice di due libri: 

 L'uomo sbagliato 

 e  

Vertigine 


il secondo è nato a quattro mani  con 

Giorgio Maimone


 altra firma eccellente di Gioia!

La mia prima intervista via Skype. Che emozione! lasciatemelo scrivere, abbiamo parlato con Erica per oltre un'ora.


All'incontro avrebbe dovuto partecipare anche Giorgio Maimone per 30 anni caporedfattore del Sole 24 Ore. Erica ci teneva tanto. Purtroppo Maimone è rimasto bloccato sul tram causa un violento acquazzone e ha avvisato che non ce l'avrebbe fatta a arrivare in tempo.

"Non fa niente Erica


 dài. Andrà bene lo stesso. Quando avete cominciato a collaborare insieme? 

Quando ho scritto il mio primo libro "L'uomo sbagliato". Lo feci leggere a Giorgio (che collabora con Gioia! e scrive di libri e cd). Mi disse che lo trovava troppo sintetico. Mi propose di rivederlo insieme. Di sviluppare alcune tematiche che avevo toccato ma non troppo sviluppato. Insomma cominciò a darmi consigli. Grazie ai suoi suggerimenti L'uomo sbagliato, ormai arrivato alla quarta edizione e tra poco in paperback  è apparso più morbido e sincopato.Una volta consegnato il manoscritto all'editore  gli ho parlato di Vertigine e di questa triade di personaggi che mi frullavano in testa da un pò di tempo.  Greta il giovane avvocato, Iole, l'amante dell'uomo morto e Tom il misterioso uomo che arrivava da lontano.

 Allora Giorgio non s'è lasciato sfuggire l'occasione di dirmi di ambientare la storia in un'epoca passata. È così che è andata. In seguito mi è venuto in mente il personaggio di Marlon, il detective. La storia in caso contrario avrebbe assunto connotazioni fin troppo seriose".

Lo diciamo a Erica: il nostro preferito. La leggiadria di Marlon la sua bonarietà, il suo essere il perfetto Cicerone di Milano, della Milano dei locali, della Milano delle strade storiche, della Milano socievole, chiacchierona e bonaria, lo rende assolutamente il personaggio più amabile almeno dal mio punto di vista, di tutto il romanzo. E quello, se vogliamo più tenace di tutti per la felice risoluzione del caso criminale.


Perché il 1958? Che cosa aveva di così speciale Milano in quel periodo?

Milano era in pieno fermento e poteva diventare tutto. Al tempo stesso assistevamo all'American Way of Life con le donne casalinghe tutte sorridenti e soddisfatte della loro vita. Trucco e capelli a posto, emblema delle cartoline e dei posters dell'epoca. Mentre un'immagine così rassicurante campeggiava un pò ovunque una certa cultura, la Beat generation si stava affacciando e affermando all'orizzonte e poi più avanti il vento selvaggio del rinnovamento avrebbe portato al 1968 e alla rivoluzione culturale femminile. Il mondo, Milano e l'Italia erano in costruzione


Perché è così speciale Milano Erica? Me la descrivi?

Milano la scopri a poco a poco. Non ha la bellezza sfacciata e eclatante di Roma. Ha un fascino nascosto. La scopri passeggiando. Tutte le vecchie case hanno degli stupendi cortili al loro interno. Sebbene a primo acchito i palazzi a pian terreno appaiano perfino brutti, scoprirai a poco a poco abbaini, luoghi suggestivi e unici.

Un quartiere operaio è l'Isola. Poi c'è Brera dove si trova la mia scuola il Parini, dove ho studiato.


I Navigli sono quasi del tutto scomparsi e che peccato! Marlon li racconta. Erano una delle attrattive principali di Milano. Sì vero è rimasta la Martesana ma ad esempio il laghetto di via San Marco è scomparso. 





Ci arrivavano i barconi con i rotoloni di carta per il Corriere della Sera che li riceveva dalla Cartiera Burgo di Corsico per le sue rotative.

Milano era  vita produttiva, mercati. La Pinacoteca di Brera, 





Villa Necchi, (la villa della famiglia Necchi, proprietaria della fabbrica di macchine da cucire) luogo che ora è possibile visitare. Bellissima dimora così come tante altre ville private.

La Torre Velasca




 ha rappresentato invece la Milano del boom economico.
Nei films degli anni '70 è lei che la fa sempre da padrona. Poi ci sono una miriade di bar, ritrovi e ristoranti che abbiamo descritto nel libro come il Jamaica, ancora tutti aperti e rimasti intonsi nonostante lo scorrere del tempo. 


Carlo Orsi Jamaica

Quanto è diversa la Milano del 1958 da questa attuale?

Milano a quel tempo era molto più "milanese". 


Cominciava è vero l'emigrazione della gente del Sud ma non era ancora una città multi-etnica. Sai, sono cambiati gli odori. Nel '58 c'era lo smog a causa delle fabbriche. 






Adesso Milano è una città pulita. I palazzi ripuliti a restaurati. Vetrine meravigliose. Un tempo non c'era consumismo. I negozi avevano molti meno prodotti. Certo era una città più ospitale e c'era soprattutto una grande mescolanza di classi sociali. 

Ora non più. 
Al giorno d'oggi se uno nasce ricco, frequenterà le scuole dei ricchi e l'ambiente dei ricchi e mai e poi mai si mischierà alle altre classi sociali perché non ne avrà l'opportunità. Non è assolutamente più come una volta. Oggi ci sono barriere più invalicabili di quelle di un tempo.


Abbiamo internet che democraticamente ci mette tutti in connessione....

Internet è stato un bel fenomeno però rimane virtuale.

E dove non c'è reale scambio di vedute e di vite è impossibile comprendere. Vero Erica. Torniamo a Milano....


Trovo che la città adesso abbia più paura. Piena di grattacieli mentre prima c'erano palazzi di appena sei-sette piani.


I lati positivi della tua città?

La produttività e l'operosità. Ci sono enormi produzioni importanti. I milanesi milanesi ormai sono ben pochi. Piazza Duomo è diventata il luogo di frequentazione di ecuadoriani e peruviani.

Quali sono i mercati più importanti che avete a  Milano?


Tantissimi. Ci sono poi i mercatini dell'usato dove è passibile incontrare  architetti e giovani che cercano pezzi per arredare l'abitazione in modo originale e retrò. Poi le gallerie d'arte, il Salone del Mobile. Milano sta diventando molto di più un volano di questo settore che della moda ormai.
Abbiamo intenzione di continuare a raccontare questa Milano anche nei prossimi libri così da  permettere al turista di portare Vertigine con sé come fosse una guida della città.

Quanto sesso nel vostro romanzo. Un vero protagonista tra i protagonisti.

Se devi raccontare una persona lo farai raccontando tutto di lei. Come si veste, chi è, il suo aspetto fisico. Racconterai pure la relazione che intercorre con il suo corpo e il sesso. Marlon ad esempio è superficiale nelle relazioni che ha con le donne.

Noi lo abbiamo trovato infatti spassoso, giocoso, confuso, un pò inconcludente e sfigato. Greta e Tom invece...


Tutta un'altra storia. Tom sviluppa un atteggiamento aggressivo nei riguardi del sesso. Greta non perdona se stessa di non ricordare che cosa accadde un certo giorno di tanti anni prima. Vive il suo rapporto con la corporeità serenamente quando è avvocato. Ha costruito una corazza. Quando però succede qualcosa al di fuori del lavoro che la spiazza la corazza si sbriciola e riemergono i vecchi problemi. Da qui l'autolesionismo e il suo pessimo rapporto con il sesso. Fatalmente le sue mancanze si scontrano con quelle di Tom. Un altro aspetto che ci tenevamo a voler evidenziare erano le caratteristiche delle donne degli anni '50. Chi era in realtà la donna? Una succube, che non doveva provare necessariamente piacere stando con un uomo e che ancora non era indipendente. "Sii buona, tu devi solo startene tranqulla, se senti qualcosa bene sennò non preoccuparti" ripetevano le mamme alle figlie. Le donne non avevano alcuna educazione sul sesso. Quando avevano il ciclo non c'era la ginnastica oppure era proibito lavarsi, fare il bagno. Gli stessi assorbenti, quelli moderni, come li conosciamo noi, sono arrivati solo alla fine degli anni '70. Prima le donne vestivano certi mutandoni che venivano dati assieme al corredo durante la loro settimana di mestruazioni. Roba questa the limitava, penalizzava la donna.
Inoltre era pensiero comune che tutte le donne erano delle malate di nervi. Certo: la vita era molto più dura. Non c'erano elettrodomestici,  a volte le condizioni di vita erano durissime. Così una volta arrivate in menopausa tante di queste, come succede anche nel romanzo alla mamma di Greta, venivano additate come malate di nervi e rinchiuse in speciali posti solo per loro.
Questo fa capire quanto fosse necessario il femminismo.
Le donne erano solo sepolte in casa negli anni '50. Non c'erano prospettive per loro.


Erica come organizzate il lavoro tu e Giorgio Maimone?

Inventiamo assieme la trama e poi ci dividiamo i capitoli. Ala fine li correggiamo insieme. Sai tu le volte che ci chiediamo: questa frase l'hai scritta tu oppure io? Diventa un lavoro simbiotico. Questa la nostra è stata una collaborazione
nata per caso. Continuiamo perché ci troviamo bene assieme. Io ho scritto anche cento racconti brevi che vorrei uscissero prima o poi. Giorgio ha scritto qualcosa come duecento canzoni...



Per i patiti di Vertigine una grande novità.

Abbiamo già consegnato il sequel e stiamo scrivendo il terzo libro.


Così ritroveremo quasi tutti i protagonisti del primo romanzo.

Eh sì. Greta, Marlon....Il secondo uscirà tra non molto.


Abbiamo parlato, e speriamo che la cosa avvenga, anche di un arrivo dell'autrice a  Gubbio in primavera per presentare "Vertigine" al pubblico eugubino.Noi ci contiamo molto.





Anna Maria Polidori



























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