venerdì, giugno 11, 2004

Vittorio Emanuele in visita a Gubbio

C'è un'aria calda e serena, nonchè sofisticata nella Sala del Caminetto del Park Hotel dei Cappuccini di Gubbio; 15 ragazzi tirati a lustro, delegazione di scuole eugubinine, si stanno per incontrare infatti per una chiacchierata informale con il principe Vittorio Emanuele, in visita in Umbria. I fogli con le domande poggiati su di un bellissimo travolino basso in legno antico pregiato, il principe non tarda a palesare la sua presenza. Alto, vestito elegantemente con un bel completo color grigio, una cravatta blu, sorriso cordiale, non tarda a sedersi con gran nonchalance e voglia di comunicare nel bel divano. Introduce ai ragazzi ed al manipolo di giornalisti presenti il suo excursus in Umbria.
"Siamo stati in Toscana, nella bellissima residenza messaci a disposizione da un mio carissimo amico, per poi approdare in questi luoghi incantevoli; in 3 giorni abbiamo coperto 1000 km; siamo stati a Perugia, passando anche a vedere il lago Trasimeno, Assisi, S.Maria degli Angeli, Foligno, dove abbiamo assitito al Palio della Quintana; abbiamo visitato Spoleto ed oggi torniamo da Perugia perchè volevamo riotrnarci. E' stato bello incrociare nelle scale mobili degli studenti che ci hanno fermato, riconosciuto ed accolto con estremo calore.La terra umbra sta dimostrando un gran calore verso di noi. Domenica rientreremo, terminando così le nostre vacanze umbre.
La cucina del posto mi ha fatto ingrassare di circa 4 chili da quando sono qui; ottima, vini buoni, tempo magnifico". Il principe racconta con misura e con un tono di voce abbastanza sommesso le sue avventure umbre che lo han toccato profondamente perchè siu sento tornato a casa, in Italia, dopo oltre 45 anni di duro esilio in Svizzera e par proprio che con ciò voglia riscoprire nonchè farsi ridare indietro dalla vita ciò che gli è stato negato per tantissimi anni.
Sopraggiunge Marina Doria, vestita elegantemente, con un talilleur color nero con strass bianchi; l'immancabile paio di occhiali sulla nuca, sguardo sorridente e misurato, si pone vicino a suo marito ad ascoltare ora, le domande degli studenti.
Il primo ragazzo, Giovanni, chiede al principe quale differenza intercorre tra la Svizzera e l'Italia.
"Il principe sorride. "Vedi, l'Italia è la mia Patria; la Svizzera il luogo dove ho vissuto in esilio per tutti questi decenni. In Italia sto riscontrando un'amabilità e gentilezza eccezionali".
Marco altro studente si inserisce domandando quale città lo ha accolto con maggior entusiasmo.
" Tutte in generale. Vorrei poter raccontare un aneddoto divertente. Brescia. C'era la 1000 miglia ed il sindaco mi ha permesso di poter vedere da vicino tutte le 400 macchine schierate nonchè di assitere alla partenza. A Torino abbiamo vissuto un caldo terribile. Sai, la nosta posizione vuol essere chiara; ovunque andiamo non vogliamo in alcun modo dar fastidio al governo ed a nessun altro organo".
Si inseriscono domande concernenti la nascita del figlio di Emanuele Filiberto e della consorte Clotilde Coureau freschi sposi. Convolati a giuste nozze il il 25 settembre scorso nella Basilica degli Angeli di S.Maria Novella, il principe scherza sull'argomento: 2Sì, sarò presto nonno, verso la fine di quest'anno. Per scelta non abbiamo voluto sapere il sesso del bambino; comunque sarà battezzato in Italia. Non sappimo ancora bene dove, esattamente."
Alcuni ragazzi vogliono sapere se dopo questa vacanza il principe ha intenzione di ritornare in Umbria ed a Gubbio.
"Di certo. Non sappiamo ancora le date precise, ma pensiamo che il prossimo giugno possa essere il mese più probabile".
I ragazzi fanno notare come al principe potrebbe piacere assistere alla festa dei Ceri.
"E' bello poter mantenere le tradizioni. In Italia abbiamo il Palio di Siena e la vostra festività che sono eventi trascinanti. Queste tradizioni stanno sopravvivendo purtroppo da poche parti."
Chiedo quale sia stata la sensazione provata quando finalmente ha appreso che sarebbe tornato in Italia: " Un sentimento di vittoria. Purtroppo quando appresi la notizia mi ero fatto male ad una gamba e non sono potuto tornare immediatamente in Italia. Ho atteso più di due mesi, cercando di ristabilirmi. Ora i problemi sono passati e sono felice di poter visitare l'Italia."
Il colloquio continua spostandoci nella sala adibita ai rinfreschi dove ci sono offerti champagne ed aperitivi.
Il principe, affabile, si intrattiene da perfetto padrone di casa con noi cronisti sino alle 20 passate, disquisendo dei più svariati argomenti e facendoci partecipi della sua realtà e delle sue gioie paterne.
L'idea che emana è quella di una persona educata ed affabile che ama entrare in contatto con le persone, raccontando il suo vissuto e facendosi conoscere. Ama parlare di sé, delle persone a lui care e non conosce tabù nè reticenza nell'aprirsi.



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