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sabato, giugno 12, 2004

Joseph De Fronzo al Vinitaly 2004

Joseph Michael De Fronzo, prossimamente in visita nella nostra cittadina per affari, mi ha invitato a partecipare alla 38 esima manifestazione del Vinitaly a Verona. Persona affabile, alla mano, ha guidato una sperduta giornalista di provincia, alla ricerca di buon vino da importare negli Stati Uniti.
Ma chi è Joseph De Fronzo?
Nasce in Italia, quest' uomo che si è fatto da solo in quel di New York; studia nel seminario di Molfetta dai 10 anni e mezzo sino ai 12. Dopo la morte del papà in seguito ad una vantaggiosa offerta di lavoro da parte di Oleg Cassini, sarto di Jacky Kennedy che chiamò sua madre a New York, partì alla volta della Grande Mela.

Quale è stata la sua prima impressione di New York?
Meraviglia; osservare da lontano lo skyline di New York, per me che provenivo
dall’Italia era un qualche cosa di incredibilmente affascinante.

Cosa è successo nell’immediato?

Avevamo già dei parenti in città.
I primi 4 anni li abbiamo trascorsi con i genitori di mia mamma, dopodiché siamo stati in
grado di renderci autonomi e di poter acquistare una casa per conto nostro.

Cosa ha subito notato di diverso nella società americana rispetto all’Italia?
A parte la lingua, le abitudini
stravolte, la società americana è molto più aggressiva di quella italiana.

Cosa è successo terminata la scuola superiore?
Ho avuto una borsa di studio per l’Università di New York. In seguito un master in legge ed affari internazionali alla Columbia University.

Il primo lavoro?
Ho
svolto l’attività di consigliere in una compagnia di produzione teatrale. Ho portato a Broadway Sugar Baby, con Mickey Rooney.
Dopodiché in campo professionale ho cominciato come vice-presidente in una compagnia logistica internazionale. Due anni dopo Serafino Maltese senatore di New York, mi chiese di essere uno
dei dirigenti della sua campagna elettorale. Fu una grande vittoria.
Così divenni ben presto il braccio
destro di Maltese,
mentre mia moglie diventò capo consigliere del senatore stesso per gli affari legislativi..
Nel ’97 sono nominato dal governatore Direttore del Dipartimento internazionale dello Stato di New York per lo sviluppo economico e per la promozione del business internazionale.
In quel periodo ho così avuto modo di viaggiare in Europa e Sud America.
In seguito venni eletto Presidente -chairman- della contea di Queens che conta circa 2 ml di persone ed è uno dei distretti dello Stato di New York.

Lei ha vissuto l’11 settembre: alcune sue impressioni sull’allora sindaco Giuliani?
Una persona serissima, brava. Prima di allora aveva dato un’immagina di sé fredda. Poi ha mostrato tutta la sua italianità e si è rivelata una persona caldissima.

Torniamo lei... La sua attività quindi ha proseguito di pari passo rispetto a quella politica, sino…
Sino a diventare un grande importatore di vini…

Sì, il tutto è cominciato casualmente
e da una grande passione.
Penso sia dipeso in gran parte dall’essere italiano, questo buon gusto per il vino. Non pensavo ad un vero e proprio business. Non ho cercato il vino.
E’ stato il vino a trovare me!


Gli inizi?
Ho cominciato ad importare negli Stati Uniti vini francesi; poi altre persone mi hanno fatto notare che indubbiamente il prodotto vinicolo italiano era ottimo e potevo farci più di un pensierino…Così, quasi per gioco è nata la SMD selections, la quale nella sigla racchiude tra le altre cose i nomi di mia figlia: Stephanie Michelle De Fronzo.

Che tipo di vini importa negli Stati Uniti, Joseph?
Vini di piccoli produttori; vini coltivati è proprio il caso di dirlo, da aziende familiari.

Quali ristoranti rifornite?
Il Manhattan Ocean Club, il Park Avenue Cafè ; il One Central Park, che fa parte della catena di ristoranti del Plaza Hotel.

Mica male. E chi porta i prodotti per poter essere visionati ai ristoratori?
Vado io. Mi piace il contatto con le persone e soprattutto con i miei potenziali clienti.
Nessun tramite.

Quale evoluzione sta subendo ora la SMD selections?
Diciamo che ora sto pensando fattivamente di importare nel mio Paese altri prodotti, quali olio, salse tartufate. Senza ombra di dubbio i prodotti maggiormente trainanti il mercato americano sono infatti quelli del comparto alimentare. E quelli della fornitura. Visiterò presto la vostra città, Gubbio proprio per questa ragione!

Alcune flessioni durante questi anni si sono fatte registrare nel commercio e nelle joint-ventures tra l’Italia e gli Stati Uniti?
No, non molto. Il settore del business tira bene, persino quello del fashion, ad esempio.

Che cosa ne dice signor De Fronzo se ora lei mi guida alla scoperta del Vinitaly?
Con vero piacere!
E’ una due-giorni vorticosa quella che ha spinto il signor De Fronzo a venire a Verona per testare vini per la sua ditta, la SMD selections..
Testare vini può sembrare semplice, ma di fatto non lo è perché occorre soprattutto avere olfatto molto sviluppato per poter carpire le giuste essenze.
Ma cosa significa partecipare a questa manifestazione per un produttore di vini? E per un importatore come Joseph De Fronzo?
Appare chiaro che si instaura un bel rapporto con il produttore di vini; sebbene questi ultimi –i vini!-
siano scandagliati vagliati e passati sotto torchio con estrema accuratezza. Olfatto, primo impatto, naso, gusto, gradevolezza, sono solo alcune delle voci che Joseph De Fronzo è solito compilare con estrema dovizia e particolarità in un’apposita scheda.
Cosa accade quando si sente il vino?
“Di primo acchito la cosa appare semplice; ma non è così. Come puoi notare tu stessa il bicchiere, prima di essere versato il vino, viene sciacquato con un goccio di questo
stesso
per levarne l’eventuale residuo di saponificazione e dopodiché, viene introdotto il vino vero e proprio. Per assaggiare in tutta la sua magnificenza e gradevolezza il vino, per prima cosa è necessario far ruotare il bicchiere , sentire l’odore di questo, ed infine bere.” Il nostro viaggio comincia dai Valle, Aziende vitivinicole del Friuli, produttori di ottimo Pinot, Cabernet, Refosco. Mi fanno notare che loro hanno cominciato con il Vinitaly. Erano presenti già alla seconda manifestazione, quando Vinitaly significava un solo capannone adibito agli stand.
“Guardi oggi quel che è diventato.”
In effetti questa azienda a conduzione familiare fa sentire a casa propria. Ed il signor De Fronzo testa in quella sede ben 18 vini che possono attirare possibili clientele negli Stati Uniti.

La Canonica di Cerreto, ditta in provincia di Siena, spinge l’accento sulle esportazioni.
“Noi esportiamo i nostri prodotti negli Stati Uniti con grande soddisfazione e sempre rinnovato successo, grazie al signor De Fronzo”, asserisce compiaciuto il titolare, Lorenzi, “ma con mire sempre più ambiziose, non lo nascondo”.


Sempre dal Friuli, ci spostiamo nel padiglione Docfriulilatisana; passiamo poi all’Azienda Vitivinicola Lepore di Teramo, dove proseguiamo l’assaggio di vini dagli aromi estremamente particolari ed intensi.

La ditta Brezza ci introduce con simpatia e con stuzzichini vari al barolo, di cui il signor De Fronzo appare alquanto interessato.
Carrellata che termina con le Cantine Paradiso di Cerignola, Foggia.

E’ rimasto soddisfatto signor De Fronzo?
Penso di poter tornare negli Stati Uniti pensando di portare ai ristoratori d’oltre oceano prodotti competitivi e di ottimo gusto per i palati più raffinati.



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