Ho scelto questo libro di Neri Pozza, "La valigia perduta" di Hemingway
scritto da Angelo Petrella, per tornare nella Parigi degli anni '20. Se seguite il mio blog, sapete quanto amore io nutra per quel momento storico, letterario e pittorico irripetibile. Non sapevo che Petrella fosse lo sceneggiatore de I Bastardi di Pizzofalcone e Il commissario Ricciardi: essendo due serie che seguo con grande piacere, scoprire la sua penna in veste di romanziere è stata una doppia gioia.
scritto da Angelo Petrella, per tornare nella Parigi degli anni '20. Se seguite il mio blog, sapete quanto amore io nutra per quel momento storico, letterario e pittorico irripetibile. Non sapevo che Petrella fosse lo sceneggiatore de I Bastardi di Pizzofalcone e Il commissario Ricciardi: essendo due serie che seguo con grande piacere, scoprire la sua penna in veste di romanziere è stata una doppia gioia.
Il libro è strutturato con il ritmo serrato della narrazione cinematografica e la caratterizzazione dei personaggi è ottima.
Il protagonista, Marcel, è un poliziotto semplice dalla vita tribolata, introdotto al mestiere da un superiore che si è preso cura di lui. Marcel ama il commissariato e i suoi colleghi, in particolare l'amico Philippe, con cui si confida spesso. Una mattina, durante una ronda, Marcel fa la conoscenza di Henry Miller, iconico scrittore americano. Poco dopo quel singolare incontro, in una stanza chiusa a breve distanza, viene scoperto il corpo di una ragazza uccisa con il cianuro.
Una morte orribile che spinge Marcel a sganciarsi dalle indagini ufficiali (visto che il suo superiore vorrebbe archiviare il caso come suicidio) per indagare in totale indipendenza. Questo percorso lo porterà a familiarizzare con Man Ray, Gertrude Stein e soprattutto con Ernest Hemingway, che diventerà per lui un ottimo compagno di bevute e un consigliere prezioso. Il titolo del libro si riferisce a un fatto realmente accaduto: la prima moglie di "Hem" perse infatti una valigia dello scrittore contenente materiale prezioso. Tra i compagni di scorribande parigine non mancano poi James Joyce, Francis Scott Fitzgerald e la moglie Zelda.
Se devo trovare un elemento che mi ha messo sconcerto – e a tratti dato un po' di rabbia – è stata proprio questa indagine condotta da Marcel in totale solitudine. Non ho tollerato il suo non credere nel gioco di squadra, il voler tenere tutto dentro di sé. Nel frattempo, la sua vita si intreccia anche con quella della bellissima Kiki (storica musa e amante di Man Ray), con cui inizia una relazione complicata dai fantasmi del proprio passato.
Un romanzo che vi appassionerà e vi trasporterà nella leggerezza parigina di fine anni '20, tra i ristoranti, i bistrot e i café più amati. Gli anni '30 avranno poi un sapore del tutto diverso, preparando l'avvento della seconda guerra mondiale...
Assolutamente raccomandato!
Anna Maria Polidori
Anna Maria Polidori

No comments:
Post a Comment