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Tuesday, February 03, 2026

Christmas Stories di John B. Keane

Torniamo al Natale con questo libro di John B. Kean Christmas Stories


edito da Mercier Press.


Troviamo diverse storie che riteniamo possano piacere molto. La prima che vi segnalo, è molto carina. Ci parla di un babbo che ha perso il lavoro e della possibilità che possa diventare un postino. Non viene raccomandato da chissà chi, ma dalla figlioletta che un giorno si reca all'ufficio postale tutta preoccupata, chiedendo se potessero offrire il posto al padre che aveva di recente perso il lavoro. L'anziano postino deve scegliere. Non può non pensare che quest'uomo sia il candidato perfetto, per un perfetto e prezioso regalo di Natale.

Ah, il Natale!!! Chi non riceveva una volta pacchi e lettere da amici e parenti lontani? 

Ho trovato tanto commovente la storia del postino e della signora anziana. Questa signora viveva da sola da tanti anni. Suo figlio se ne era andato di casa senza più farle avere notizie. La signora attendeva ogni giorno dell'anno missive dal caro figliolo, ma in particolare a Natale, quando tutti dovremmo essere ricordati: ma ogni volta per lei non c'erano notizie da parte del figlio Nonostante questo postino fosse oberato di pacchi e lettere, biglietti d'auguri e cartoline da consegnare alle vicine di casa, non ne aveva mai per questa signora. Un giorno si impietosì ,  preparò una lettera da parte del fantomatico figlio  e gliela portò.

Oh! L'arrivo di una lettera da parte di questo figliolo rese la donna felicissima! "Vede? Mio figlio non sapeva scrivere! Adesso ha imparato e si è rifatto vivo! Oh, lo sapevo che c'era del buono in lui, lo sapevo" disse tutta felice al postino mentre stringeva al cuore la lettera.

In un'altra storia troviamo un signore ottimista che consiglia vita salutare ad una signora che ha alcuni piccoli problemi di salute e rinfranca il cuore a due donne. Quest'uomo era una persona talmente tanto positiva che tutti praticamente l'avrebbero voluto avere attorno perché non aveva mai pensieri negativi. 

Un altro  storia meravigliosa  parla invece di un lattaio che pure lui riusciva in un modo o nell'altro a comunicare estrema serenità alle coppie così da renderle ancora più armoniche. 


La storia del ragazzo ubriaco che salta la messa di Natale, vede una Banshee e riceve la strigliata del padre, che poi tutto sommato lo perdona alla grande, mi ha fatto sorridere. 

È un libro che consiglio a tutti quanti perché ci sono delle storie molto simpatiche e la magia dell'Irlanda trasuda in ogni pagina.


Anna Maria Polidori 

 


Sunday, February 01, 2026

Le Temps de la Fin di Gunther Anders

 È un libriccino denso di concetti quello di Gunther Anders, Le Temps de la Fin


edito da L'Herne.
Ci parla di una problematica che, di certo, l'autore ha sentito tantissimo essendo nato nel 1902. Sarebbe morto nel 1992: l'utilizzo della bomba atomica ad Hiroshima e Nagasaki da parte americana.  
Quello che colpisce di questa analisi è il passaggio dell'umanità da un genere di mortali a genere mortale. Sì, c'è differenza. Tanta. Prima della bomba atomica nessuno avrebbe potuto annientare l'umanità o parte di questa: dopo niente è stato più come prima e quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo è un degrado della storia, scrive Anders dove l'umanità, dove la gente non è altri se non una cosa tra le altre cose e tristemente, scrive il pensatore, la storia potrebbe ridursi a un avvenimento finale. 
Sarebbe un suicidio collettivo, in realtà, quello atomico, non manca di scriverlo Anders. Semmai arriverà quel momento, l'umanità stessa  vorrebbe questo finale. 
Ci sarebbe da discutere, qui, penserete voi. Le guerre vengono dall'alto e non dal basso e chi decide non è una persona comune ma un capo di Stato per tutti. Ben difficilmente la gente vorrebbe morire tutta quanta arrostita o vaporizzata. Certo: l'autore non manca di sottolineare che un piccolo manipolo di uomini sarebbe colpevole per questo fatto e l'altra parte, la maggioranza, innocente, anche perché ignara. Ad Hiroshima nessuno immaginava quel che sarebbe successo e la vita scorreva tranquilla quella mattina. 
Un'altra acuta osservazione di Gunther è questa: chi ha l'arma nucleare vive meno sicuro di chi non ce l'ha. C'è una diversa libertà, pensiamo nel poter utilizzare solo semplici armi senza dover avere perfino il pensiero di qualche cosa che ci dovrebbe essere estraneo. Armi dalla capacità distruttiva tremenda. Anders non manca di sottolineare le differenze tra un'apocalisse vista con occhi cristiani e una invece nucleare.

Anche io sono cresciuta con questo spettro, con questa angoscia, perché quello che ha lasciato in eredità all'umanità la seconda guerra mondiale, (assieme alla vergogna dello sterminio di ebrei, gente malata, rom e minoranze di vario tipo), è stato un terrore nuovo, un pericolo pazzesco per il mondo. Su questo non ci sono dubbi: con l'uso dell'atomica il mondo non è stato mai più quello di prima.

Ringrazio l'E

ditions de L'Herne per questo libro.

Anna Maria Polidori