Gran bel libro Ho Servito la Regina di Francia
di Edoardo Pisani edito da Marsilio: molto interessante sotto tanti punti di vista.
La prima parte è a dir poco esilarante nonostante tutto: 38 anni, Giorgio Mavi ha pubblicato sei libri ma non ha ancora sfondato. È frustrato, triste. Vive con i suoi: non ha entrate in grado di renderlo autonomo. Quando la madre muore per una malattia, il ragazzo e il padre cominciano una sofferta coabitazione. Il padre non reagisce a stimolo alcuno. Ex poliziotto, l'unica cosa che gli piaccia fare è vedere polizieschi in TV.
Giorgio appare «spacciato». Le stramberie del vecchio sono infatti tante. Fa il bagno senza mai togliersi la divisa che indossava: è irriconoscibile.
In tanta sofferenza, Giorgio ha un fratello con cui è in piena sintonia. Vive a New York, ha moglie, figli ed è un uomo pienamente realizzato. Le sue videochiamate lo aiutano e almeno con lui il padre recita la parte della persona che sta bene e reagisce. Chissà come mai con certi figli i genitori fanno così! Vallo a capire, pensa Giorgio.
Naviga su internet, Facebook, Instagram ossessivamente. Sua madre era stata la sua unica lettrice e morta lei adesso non avrebbe più scritto. Per chi scrivere? La madre amava Dickens, David Copperfield era il suo libro preferito.
Una sera, al PC gli arriva un messaggio da una sua ex compagna di scuola: «Organizziamo una festa per ritrovarci tutti insieme. Sei dei nostri?»
Giorgio ci pensa. Era stato perfino bullizzato, però... perché no? La festa non va poi così male, i bulli sono ora diventate personcine tranquille e nel mentre, viene menzionata un'insegnante, la Passiotti, che Giorgio ricordava con affetto. Un brutto fattaccio, pareva che l'insegnante avesse toccato impropriamente uno studente l'aveva gettata in disgrazia e ora era ricoverata in una RSA perché affetta da grave demenza.
Giorgio decide di andarla a trovare. Porta con sè qualche libro per ammazzare il tempo. Quando la vede pensa: «Certo, la prof è proprio malridotta» ma scopre presto che quella è tutta una recita.
Giorgio la vuole salvare. È un grande desiderio della prof rivedere Parigi: così dopo le dimissioni dalla struttura per anziani, Giorgio porta la prof a casa sua. Il padre l'accoglie con vivacità. Almeno ha altre persone con cui interfacciarsi.
L'idea era quella di lasciare da solo Sergio, il padre di Giorgio, ma la prof lo vuol portare con sé. Tutti a Parigi, dunque!
Qui, rispetto ai libri che ho letto su Parigi, e non ne perdo uno, ho conosciuto una città ben diversa. Dico la verità: questa parte mi ha messo un po' di tristezza.
Non vorrei mai andare a Parigi per vedere le tombe degli scrittori. Non vorrei andarci per la morte. È la città dell'amore, della vita.
Shakespeare&Co. viene menzionata ma non nei termini lusinghieri come spesso vien fatto.
Ovviamente avendo a che fare con degli anziani, c'è sofferenza durante la visita alla Tour Eiffel, al Louvre dove il padre di Giorgio avrebbe voluto vedere un quadro sul Diavolo e Faust che giocano a scacchi che poi non viene trovato (mi chiedo se non fosse stato possibile chiedere informazioni).
Ma è la professoressa Passiotti quella che si rivelerà estremamente astuta: ha convinto un suo ex studente buono e caritatevole a portarla a Parigi per poi....
Guardate, più dei libri, più della prof, più di Giorgio, più della Passiotti, il protagonista di questo romanzo è in realtà il suicidio, menzionato così tanto nel libro, da renderlo alla fine innocuo.
È un romanzo molto bello! Mi ha divertito. Pisani ha battute favolose e sa essere molto accativante!
Anna Maria Polidori

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