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domenica, maggio 22, 2016

La figlia dei Ricordi Sarah McCoy Recensione

Succede sempre così. Compero tanti libri, poi il tempo è poco per leggerli e vedo pile ovunque. Questi giorni un pò stressanti mi sono concessa la lettura di alcuni acquisti che ho fatto in passato.

La Figlia dei Ricordi di Sarah McCoy (pubblicato dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol ho letto l'edizione Mondolibri ) è un libro che mi è non solo piaciuto ma ha permesso di farmi penetrare immense tematiche come l'immigrazione, l'emigrazione, l'accettazione, la paura dello straniero e la fredda, lucida, spietata analisi di chi abbiamo di fronte a noi.
Che cosa rappresenta una guerra?
Che cosa è in grado di fare agli uomini?
Come li cambia e li trasforma?
Che cosa diventano?
E poi:
Siamo migliori di chi arriva per salvarci?

Il libro segue uno stile a me caro.

So già che se scriverò un romanzo seguirò questi accordi. La temporalità spazia infatti tra la contemporaneità dei protagonisti e il passato di chi la vita l'ha già vissuta.

Il libro spierà le avventure della giovane tedesca Elsie e seguirà di pari passo le vicissitudini private di Reba, ragazza americana che vive a El Paso, Texas.

Reba è una giovane cronista. Lavora per un giornale di El Paso. Vive con Riki, un giovane che si occupa di sorvegliare i confini dello Stato con il Messico e di rimpatriare i messicani che provano a entrare nel Paese illegalmente. Un lavoro che gli piace. Affezionato e innamorato di Reba, le chiede di sposarla.

La ragazza esce però da esperienze familiari devastanti e non se la sente di cominciare a soffrire di nuovo. E se succedesse ancora? Se fosse inadatta? Ha visto troppo.

Intanto al giornale le chiedono di realizzare un pezzo sul Natale. Il Natale che si festeggia all'estero sebbene osservato da un'ottica locale. Insomma: intervistando qualcuno che ha deciso di emigrare. Com'era il loro Natale? Che cosa ricordano?

Reba sceglie una panetteria-pasticceria tedesca dove alla fine decide di andare per tentare di carpire qualche informazione dall'anziana e apparentemente burbera pasticcera Elsie.

Elsie adesso ha 79 anni e è la ruvida padrona di questa panetteria assieme a una figlia chiacchierona, aperta, allegra e a 45 anni ancora single.

Elsie non era nata in America.
La sua storia di diciassettenne comincia con una valigia piena di sogni e aspettative a Garmisch, cittadina tedesca. La giovane ragazza allora con i genitori gestisce una pasticceria e panetteria. Viene chiesta in sposa da un ufficiale tedesco con segreti nascosti e qualcosa da riparare. Lo ama?

Vede cose aberranti per la sua età. Comprende che il nemico a volte siamo noi. Che una guerra rompe tutti i codici di onore, tutta l'umanità per ridurre gli uomini a una dimensione bestiale.

Chi ha torto e chi ragione?

Mentre la giovane Elsie tenta di capire cose più grandi di lei, la giovane Reba non sa che pesci pigliare con il suo ragazzo.

L''intervista però piace e viene contattata da un giornale più grande di San Francisco. Tentare la scalata e provare a vedere come possa funzionare a distanza con Riki?

Questo libro mi ha fatto pensare. Alla condizione umana, alle diseguaglianze, a quell'amore che tanto vorremmo ma alle volte ci precludiamo per paura di soffrire, alla guerra e alle orribili conseguenze che porta con sé, a un Olocausto voluto con freddezza sistematica per sterminare ebrei, persone con handicap tentando di creare così una razza ariana, al lavoro e alle aspettative. Ai sogni infranti e a quelli realizzati. Alla gratitudine di chi è stato salvato e non ha dimenticato. All'altruismo e alla generosità di chi non si è girato dall'altra parte.

Strano: ho letto tanti libri con ricette e ho sentito sempre un enorme calore avvolgere il mio corpo e il mio spirito durante la lettura. Penso a Chocolat di Joanne Harris, ma anche a una lettura più recente "Finché le stelle saranno in cielo" di Kristin Harmel.

In questo caso, sebbene le ricette proposte, tutte tedesche, siano golose, il freddo vento dei campi di sterminio e l'abominio compiuto da un tremendo dittatore non mi ha permesso di "gustarle" letterariamente con la stessa leggerezza. Non ci sono riuscita e forse non voleva "trasmettere" così tanta dolcezza nemmeno l'autrice.

Non ultimo viene sollevato il tema dell'emigrazione che dal Messico porta tanta gente negli Stati Uniti per vivere un futuro migliore. Chi non vorrebbe dalla vita una seconda possibilità?


Anna Maria Polidori




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