giovedì, gennaio 30, 2014

Che Vertigine dolce e appassionante!

Passati tormentati, un omicidio eccellente, la Milano di fine anni '50, psicologia, riscatto e rinascita. Tutto questo e molto altro ancora nel thriller di Erica Arosio e Giorgio Maimone     




                                  
Vertigine. 


Erica Arosio

Giorgio Maimone


Un libro che vi sorprenderà per la profonda leggerezza con cui tematiche grandi come macigni sono trattate.


Ariosità impagabile ogni pagina è sempre una nuova gioia. Vertigine è tutto questo e tanto, molto di più.

Se vorrete leggere un thriller che sia imbevuto di problematiche ma che abbia al tempo stesso la grande leggerezza della speranza e del divertimento  tuffatevi su Vertigine. Pura godibilità letteraria. 

Ogni capitolo introdotto da citazioni di films o canzoni di grandissimi musicisti italiani o stranieri. 

 In genere dai thriller sappiamo cosa aspettarci no? Ritmo serrato, una serie più o meno ininterrotta di tachicardie verso la fine (perché è quello che mi succede sempre), con conseguente scombinamento emotivo alla fine. 


Ecco: Vertigine è tutto l'opposto!


Così...Se vorrete vivere in pace un'avventura di ampio respiro con un morto, intrighi internazionali all'italiana, allora state tranquilli  con Vertigine. Erica e Giorgio vi prenderanno delicatamente per mano, avvolgendovi in una storia dai contorni familiari, casarecci e al contempo proiettata senza cardiopalma  in un'intricata storia dai contorni assai più complessi di quanto può a primo acchito apparire. 

Perché? 

Il libro è stato scritto da una cinefila incallita, quale è Erica Arosio e da Giorgio Maimone entrambi giornalisti di Gioia per lo spettacolo e la cultura. Il cinema impregnerà per gran parte il romanzo. Lo farà caratterizzando volti e caratteri dei protagonisti. Lo farà con reminiscenze di films passati alla storia. E sarà sempre lì, nei personaggi come Anouk, amica di Greta che a noi ha ricordato la figlia di Vianne Rocher la cioccolataia creata da Joanne Harris. Come Greta, (un omaggio chi lo sa? alla Garbo) la Marnie della situazione. Marlon, un nome che richiama un mostro del cinema americano. Tom, Sean Connery.


Una lettura sempre dolce, veloce, rassicurante nonostante le problematiche, tante e serie, sollevate dagli autori. Mi è piaciuto per la sofficità e bonarietà con cui è stata trattata Milano, una città amichevole e alla mano, dove nel 1958, il romanzo è storico, ancora aveva un fascino tutto suo e retrò. Operosa, attiva, aperta, gioiosa.

Questo del 1958 per l'Italia è un periodo d'oro, Quello di Mike Bongiorno con il suo Lascia o Raddoppia che tiene inchiodati al teleschermo milioni di persone un momento di grande sviluppo economico. Perché Milano cambia di continuo, è in perenne ricostruzione.

Certo: il sipario che si staglia davanti durante la lettura appare quello d'oggi. I furbi, gli onesti, gli imbranati, gli sfigati. In una parola: l'Italia! con le sue tante contraddizioni e le sue tante altrettante meraviglie.

Esistono complessità caratteriali dei vari protagonisti che rendono il romanzo incredibilmente stimolante.

Tante le scene di sesso per chi è accanito del genere. Un sesso crudo, sofferto, drogato, cieco, legato, stuprato, rimpianto, respinto, annullato. Il sesso è uno dei più potenti protagonisti del romanzo.  Darà una voce tutta sua e inimitabile agli stessi. Un voce urlante. Straziante a volte. Il sesso sarà la personale, privatissima firma dei protagonisti, una specificità delle loro sofferenze, delle loro asperità e delle loro lotte quotidiane per scoprire o riscoprire normalità mai vissute, attimi che la vita ha voluto strappare via o tarpare da vite ancora acerbe e non pronte per poter codificare orribili eventi esistenziali segnando così destini  bloccati.

Intanto sullo sfondo  l'approvazione della legge  Merlin che di fatto segnerà la fine delle case chiuse. Un mondo particolare quello, dove succinte signorine offrono i loro piaceri al termine di una giornata di lavoro agli uomini più disparati. Un mondo sguaiato, fatto di sorrisi spinti, di abissi lussuriosi per la maggior parte finti e non voluti, disperazioni celate dietro a una mercificazione del corpo spesse volte  imposta dalle condizioni di vita di queste donne. Un mondo se non conosciuto dall'interno che può attrarre e repellere al tempo stesso.

La storia del libro, affascinante parte da un avvocato donna, Greta Morandi, figlia di uno dei più influenti legali milanesi del tempo e una delle più brave in tribunale. Mai persa una causa. Magra da far paura, pessimo rapporto con il cibo e con gli uomini, auto-lesionista per costringersi a non vedere e ricordare.

Greta un giorno riceve nel suo studio la visita di una signorina alquanto procace e accattivante, Iole. Il suo amante è stato a suo dire ucciso. Industriale facoltoso, storia chiusa per morte naturale con un trafiletto sul "Corrierone" come viene simpaticamente chiamato Il corriere della Sera dai milanesi,  Greta accetta solo casi di persone innocenti. Un'etica questa la sua che la mette al riparo da pesanti delusioni.

Ha un investigatore al suo seguito, Mario Longoni ma a noi piace molto di più il suo soprannome, Marlon chissà perché? Ex pugile, comunista. Marlon sogna di andare a Lascia o Raddoppia proponendosi come concorrente sulle vie di Milano. Quanta storia.  Un simpatico imbranato con le donne. Non ci capisce una cispa. Non sa se è innamorato di una o dell'altra. Invece Marlon è incredibilmente scaltro nelle investigazioni.  Che ci volete fare? Nessuno è perfetto.

Greta accetta di seguire il caso della morte, apparentemente per cause naturali del povero signore 55enne che forse qualcuno ha voluto far passare anticipatamente a miglior vita e da lì cominciano i guai. Alcuni familiari le intimeranno di guardarsi altrove, altri le faranno capire che non è il caso di continuare....

Marlon va avanti con le investigazioni tra dialoghi divertenti con portinaie dal colorito e allegro diletto milanese sempre proiettato all'apertura, botte da orbi con personcine alquanto poco raccomandabili, ma per lui ex pugile nulla potrebbe essere più semplice che suonarle di santa ragione a quei rognosi prepotenti! La gioia di vivere, il freddo che alcune vicinanze femminili gli provocano. Se vogliano Marlon è "l'io narrante" di Milano. Milano è letta spesse volte con i suoi occhi.  La Milano del popolo e dello svago. La Milano delle vie e della storia. La Milano di Mike Bongiorno e del suo Lascia o Raddoppia, la Milano di Jannacci, Fo. Milano sotto la neve. Milano da bere con un....tè caldo al bar perché nevica ancora. La Milano dei locali notturni, quella dei locali da rimorchio. Quella delle ragazze per bene ma emancipate al tempo stesso. La Milano dell'amicizia e della bonarietà. C'è nebbia, piove. Che inverno! Alla fine però spunta sempre il sole.

Greta:  il "non-caso" vorrà farla imbattere  lungo la sua strada con un tizio che non può passare inosservato.Tom la sa lunga sulla vita e sulle persone. Ha viaggiato, conosce il mondo. Sebbene quest'uomo non sia arrivato da lei per assolvere precipui compiti psicologici, credo che, se non ci fosse stato lui nella sua vita Greta non sarebbe stata in grado di dare così tante risposte al suo passato per comprendere il suo presente e migliorare il suo futuro.Un personaggio quello di Greta, che mentre leggevamo non abbiamo non potuto accostare a Marnie, film famoso di Alfred Hitchcock. Tom allora appare come il salvifico Sean Connery della situazione (ma non posso raccontarvi come andrà a finire..)

Leggete Vertigine e lo scoprirete!

Anna Maria Polidori







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