mercoledì, febbraio 10, 2016

Gli idealisti "rivoluzionari" vincono le primarie nel N.H.

Alla fine un vento selvaggio di cambiamento ha avuto la meglio su tutto e su tutti.
Lo stesso che spinse alla fine Obama alla Casa Bianca.
Gli Americani pare stiano diventando rivoluzionari.
Questo cambiamento di rotta però, se mantenuto risulta essere forse più epocale di quello che portò l'allora primo presidente nero a ricoprire la carica più potente del mondo.

I compassati elettori Americani del New Hampshire infatti per la prima volta hanno deciso di voltare le spalle alle dinastie delle grandi famiglie di politici acclarati, scegliendo i candidati più "forti", più "estremisti" se vogliamo, con idee alquanto distanti le une dalla altre, sebbene questo renda ancor più fertile e interessante la campagna elettorale.

Da una parte il mantenimento di un sistema esistente, quell' "American Dream" incarnato nella persona del bilionario Donald Trump, dall'altra il socialismo rivoluzionario del candidato democratico Bernie Sanders.

Grande sconfitta in queste primarie la troppo compassata Hillary Clinton.

Questi i volti vincitori di un'America distante ma uguale.
Trump può guardare Sanders negli occhi (e viceversa) e rispecchiarcisi. Figli della stessa terra parlano la stessa lingua ma i loro obiettivi e la visione della loro America radicalmente diversa.

Gli USA sono in trasformazione. Il Presidente Obama ha dato il via a una riforma della Sanità nel Paese più accessibile anche alle persone meno abbienti.

Donald Trump, forte del fatto che il suo impero è stato costruito in un certo sistema non solo ha voglia di preservarlo ma vuole irrobustirlo.

"Non ci faremo togliere le armi dalle nostre case" ha parlato di recente riferendosi alla polemica sempre aperta di un maggior controllo sull'utilizzo e soprattutto la vendita di armi, tema caro all'attuale presidente Americano Barack Obama.

Con i musulmani ci va giù duro. Non li vuole vedere in giro. Insomma: la sua è una politica populista che tocca il cuore delle persone e che è trasversale. Gioca a suo favore il fatto che sia una persona che ce l'ha fatta. Tanta gente lo ha votato perché non è un politico. La speranza? Che possa migliorare ancora di più e in meglio il Paese e le vite dei cittadini.


Bernie Sanders è il più rivoluzionario dei due a pensarci bene. Se Trump corre per inseguire quell'America trasognante che ha fatto sì che anche lui potesse concretizzare il "Sogno Americano" ora la parola socialismo che in America era una bestemmia è stata importata simpaticamente da "Bernie" come lo chiamano affettuosamente i suoi elettori.

Questo simpatico signore 74enne ha l'effervescenza e la grinta di un ventenne e sta conquistando un elettorato giovane di diciottenni in cerca di risposte ai propri disagi esistenziali promettendo grandi agevolazioni fiscali per chi deciderà di studiare all'università.

C'è rabbia negli Stati Uniti e malcontento. Sanders lo sa bene e tenta di dare giuste ricette. Vorrebbe estendere l'Obamacare a tutta la popolazione. Vero trascinatore, ha idee rivoluzionarie. È riuscito a essere amato, così come Trump. Per le opposte ragioni.

La gente appare stanca del passato e forse confusa da un momento storico spaventoso e da un mondo sempre più chiuso, ostile e privo di sogni. La gente, soprattutto è spaventata.

Non sorprende quindi che un arrabbiatissimo Donald Trump ce l'abbia fatta. Gli elettori devono rispecchiarsi in lui, immagino.
La paura di chi non conosciamo, la ferita dell'11 settembre, la potenza di Al Qaeda e dell'ISIS, e ancora gli attentati di Parigi fanno pensare a una maggiore rigidità riguardo a una tematica, quella dell'immigrazione che è il cuore fondante dell'America.

Non sorprende che Sanders ce l'abbia fatta. La paura del lavoro e del futuro non più così certo spinge i giovani e i meno giovani a scelte forti.

Staremo a vedere che cosa succederà quando le primarie si sposteranno in altri Stati.

Forse la discesa in campo di Bloomberg, ex sindaco di New York, se confermata potrà aiutare a rendere ancora più stimolante una campagna presidenziale che è una delle più polemiche e al tempo stesso interessanti della storia moderna.


Anna Maria Polidori



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